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PERCHE’
DELEGARE ANCORA?
La
Costituzione Italiana sancisce che i cittadini possono essere rappresentati
in Parlamento attraverso l’elezione diretta di Deputati e Senatori.
Una
siffatta considerazione presuppone che gli eletti debbano curare gli interessi
di tutti coloro che gli hanno affidato il mandato.
E’ proprio così?
Troppo spesso avviene che le decisioni Parlamentari non rispecchiano la
volontà degli elettori. Se così non fosse, non ci troveremmo in presenza
di ripetute manifestazioni di piazza per contestare le decisioni assunte.
Queste considerazioni valgono a prescindere della connotazione politica
dell’Esecutivo di turno. Governi di destra, di sinistra, tecnici, con
apparentamenti e/o appoggi esterni si sono sempre distinti nell’emanare
provvedimenti legislativi che raramente sono andati nella direzione di
effettiva tutela degli interessi dei lavoratori e soprattutto dei pensionati.
Perché allora insistere ancora nella delega rappresentativa?
Al 31 dicembre 2001 il numero dei titolari di pensioni erogate dall’INPS
è stato pari a 16.453.933 che sommate ai 2.821.904 iscritti alle casse
pensioni dell’INPDAP rappresentano il corpo elettorale maggiormente rappresentativo.
Tutto questo senza considerare quanto orbita intorno alla pensione del
nonno.
Un vero partito che, dati alla mano, sarebbe quello di maggioranza relativa
qualora tutti i pensionati indirizzassero le loro preferenze in una unica
direzione.
Ed allora, perché non provare ad ipotizzare uno scenario completamente
diverso da quello al quale siamo stati abituati a vivere fino ad oggi?
Può certamente sembrare un’utopia discutere di un’ipotesi in cui la maggiore
rappresentatività nelle Aule Parlamentari sia prerogativa dei pensionati.
Oltre a non essere utopia, può invece diventare una garanzia a tutela
delle fasce più deboli che contemplano anche i lavoratori.
Proprio così, il binomio lavoratori - pensionati ha le carte in regola
per diventare il futuro scenario politico del nostro paese, con la partecipazione
diretta e senza nessuna delega rappresentativa a soggetti al di fuori
delle rispettive categorie di appartenenza.
Un mandato parlamentare che abbia lo scopo di arrestare lo scivolamento
in basso del potere d’acquisto delle pensioni e dei salari, di rimediare
alla clamorosa discriminazione fiscale tuttora vigente nella no tax area,
di rendere dignitosa la vita degli anziani non autosufficienti e dei disabili,
di sviluppare la rete del welfare locale per impedire il fenomeno dell’abbandono
e della solitudine degli anziani, di eliminare gli stati d’ansia ed insicurezza
dovuti ad una vita sotto la soglia di povertà, di poter dedicare più delle
attuali 17 € al mese per le proprie vacanze. Sinteticamente di eliminare
l’emergenza sociale che non fa onore a nessun governante.
In quindici anni il potere d’acquisto delle pensioni, già di per sé magro,
è calato di oltre il 30%, classificando così il pensionato come un cittadino
di serie B. Nella legge finanziaria attualmente in discussione in Parlamento
non vediamo nessun segnale che vada nella direzione auspicata.
Resta soltanto da sperare nella diretta partecipazione del pensionato
alla vita politica.
Il dibattito è aperto !!!
Giuseppe
Torrente
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