Un antico canto dice: "di Muncibeddu tutti figghi semu, terra di focu, di canti e d’amuri..."
Naturalmente mi riferisco alla mia isola... la Sicilia.
Per via della sua privilegiata posizione gode, nel corso dell’anno, di un clima davvero invidiabile. Brevi inverni mai rigidi, fatta eccezione per qualche settimana nelle aree montuose (Madonie, Nebrodi, Etna); miti autunni durante i quali è davvero un piacere esplorare gli straordinari parchi e le numerose riserve naturali; lunghe e tiepide primavere, con la natura ovunque in un’esplosione di colori e di profumi senza eguali; calde e lunghe estati, raramente umide, vero e proprio paradiso per il turismo balneare lungo le coste e nelle isole minori.
Data l’importanza strategica nel cuore del Mediterraneo, la Sicilia ha visto avvicendarsi molte dominazioni e differenti civiltà. Nei tempi antichi fu preda di Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, nel Medioevo si avvicendarono Bizantini, Arabi, Normanni e Svevi; nell’evo moderno gli Aragonesi e i Borboni. Grazie alla sua straordinaria storia ricca di avvenimenti l’isola è oggi meta più interessante dal punto di vista artistico, infatti oltre alla grande presenza di città d’arte e di siti storici ed archeologici, esistono numerosi musei regionali, molti dei quali di straordinaria importanza come quello della Ceramica a Caltagirone o Archeologico di Agrigento.
La più importante isola del Mediterraneo, la maggiore per estensione e la più popolata, la più vasta regione italiana, separata dalla Calabria mediante lo Stretto di Messina.
Bagnata da tre mari (Tirreno – Ionio – Mediterraneo) la Sicilia offre oltre mille chilometri di costa alta e frastagliata nel tratto tirrenico, diventa bassa e lineare nella zona meridionale, per poi articolarsi in suggestive insenature sul versante ionico.
Č la regione italiana più ricca di tradizioni popolari sia nel campo letterario (proverbi, canti) sia in quello oggettivo (costumi, credenze). Numerosi e conservati da  secoli gli usi connessi alla vita delle persone; splendide feste ricche di illuminazioni, per cavalcate, per la comparsa dei tipici carretti, per gli ornamenti dei costumi, per le recitazioni popolari dei "pupi"(marionette) che riprendono le storie e le tradizioni cavalleresche.
Cosa dire della gastronomia? La cucina siciliana non ha un’unica connotazione ma assume aspetti differenti da una zona all’altra dell’isola con chiara relazione alle influenze dei popoli e civiltà che si sono succeduti. Si possono gustare piatti semplici e genuini o piatti saporiti e ricchi di spezie, in grado di soddisfare qualsiasi palato; senza dimenticare le favolose varietà di dolci (cannoli – cassate – paste di mandorla...) Legata a questa regione dai più cari ricordi della prima giovinezza. Tutte le volte che ritorno in Sicilia, la gola cede a tutte le tentazioni dell’arte culinaria siciliana e si scatena senza ritegno a goderne le delizie che la lontananza mi proibisce.
"Senza vedere la Sicilia non ci si può fare un’idea dell’Italia. Č in Sicilia che si trova la chiave di tutto".

Goethe   1787

Nel 1786 Goethe in crisi con se stesso e soffocato dal clima provinciale di Weimar "scomparve" improvvisamente e, sotto falso nome, partì per il fantastico  e vagheggiato viaggio in Italia, nel paese "dove fioriscono i limoni"; arrivato nel capoluogo scriveva: "non è possibile esprimere la trasparenza vaporosa che avvolgeva le coste, nello splendido pomeriggio in cui siamo arrivati davanti a Palermo..."
Andate a visitarla! Ne vale la pena...

Cetty Patti


Di Muncibeddu tutti figghi semu,
terra di focu, di canti e d’amuri.
St’aranci sulu nui li pussidemu,
e la Sicilia nostra si fa onuri.
E di luntanu venunu
li furisteri a massa
dicennu: "La Sicilia,
chi ciauru ca fa,
chi ciauru ca fa.
L’uduri di la zagara si senti
E riturnau la bedda primavera,
rosi sbucciati a lu suli cucenti,
Sicilia bedda tu si ‘na ciurera!
Chi ciauru, chi ciauru
Di balicu e di rosi,
evviva la Sicilia
e l’abitanti so’
e l’abitanti so’.


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