L’assalto alla Diligenza era meglio John Ford

Potrebbe definirsi una consuetudine ma preferisco chiamarla una famigliarità, così si sente di più il calduccio dell' amicizia.
Arrivano in ufficio i Colleghi, specialmente quelli che hanno la scomodità di abitare lungo le riviere e nella irredenta Liguria accorpata al Piemonte. Cominciamo con i preliminari di rito, il pallone, la ferrovia che non c’è più… che inverno balordo… e poi il solito indistruttibile ci sono novità?… hai visto ieri sera cosa hanno detto ... sulla televisione?
Allora partono le squadriglie di imprecazioni all’indirizzo dei funzionari di alto bordo che si sono aumentati lo stipendio annuo di 80 milioni  e quelli minori pare 17 come pure gli addetti alla farmacopea del nulla di Strasburgo e dintorni che stanno per ora, combinando solo confusioni e guai.
Perchè quelli ogni tanto dicono, scrivono e trasmettono che l’Italia sta andando bene, che potrebbe fare meglio... E’ intelligente ma non studia ... ricordate? Che comunque il dramma sta nel debito pubblico ... che guarda caso lo si potrà riassettare soltanto ovviamente mettendo mano alla riforma delle pensioni. A questo punto, tutti, nessuna delle parti esclusa inforca il bolso cavallo di certi giornali e tv, si attacca la manfrina del teatro dei pupi che ti vengono a raccontare che Gesù Cristo è morto a causa del freddo, che in Italia ci sono troppi pensionati, il che è vero perché in pensione per limiti di età a tutti o quasi può capitare di arrivarci.

Non dobbiamo però parlarne, perché sarebbe qualunquismo politico nel mare di opportunistiche trovate che nel tempo (diciamo dall’inizio degli anni '80) quei tali, che - a rigor di logica dovrebbero legiferare con saggezza - hanno sfornato a proposito di pensioni. Ora le voci e gli scritti (tutta gente libera naturalmente) da tempo stanno orientando l’opinione pubblica sull’ipotesi, mica tanto schermata che la colpa è dei pensionati, anziché come si è detto, delle leggi del sottogamba. E’ tutto lì, secondo gli opinionisti-politici il nocciolo del debito dello Stato.

Nessuno parla di cattiva amministrazione, nessuno parla di un mai varato piano di riesame degli infiniti rubinetti o falle nel fiume di denaro pompato alla gente.

I Signori parlamentari che sono, credo più di novecento (citando le due camere assieme) sfrecciano sulle autostrade nazionali accennando solo per loro bontà a estrarre le tessere di parlamentare. Viaggiano gratis in treno, prima classe, naturalmente. Gratis, aerei voli speciali (con allegato tono alto del... Lei... non sa chi sono io...).
In ferrovia non ci sono limiti.
Stipendiati i famosi portaborse, la pensione (non certo al minimo) anche per coloro che hanno presenziato (si fa per dire) una sola legislatura. Non parliamo poi delle opportune amicizie, entrature, e maniglie (non quelle della porta) che nel frattempo si sono creati.
Insomma l’assalto alla diligenza continua implacabile e ampiamente redditizio. In questi tempi interminabili di rompimenti pre-elettorali li sento fare tante parole, mai una, alla logica delle rinunce e sacrifici in nome e nella speranza di ridurre il debito. Si può solo osservare che per quanto concerne i diritti e le dovizie i regolamenti della Camera e del Senato sono non solo generosi ma direi munifici.
In tema di assalto alla diligenza preferivo quello che ci raccontava il regista americano John Ford; era tutto più romantico e entusiasmante ... pensate che alla fine i cattivi ... la pagavano, ma tranquilli: qui da noi ... tutto va bene madama la marchesa ... sia a livello nazionale  sia a quello europeo, dove anche lì tutti i vizi e i non si deve hanno attecchito velocemente.
Mi sono preso la briga di  andare a rileggere il significato di certe parole che potrebbero calzare a proposito di quei Signori e del loro modus operandi sinecura ... prebende, ignavia, vassallaggio ecc. ecc. , Tonino direbbe: ci azzeccano, ci azzeccano!

Pier Luigi Villa


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