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Era
la stagione in cui la Nazionale Italiana di ciclismo al Tour de France,
si giocava delle carte (tutti assi naturalmente) che si chiamavano
Fausto Coppi e Gino Bartali.
I francesi, come dice la canzone di Paolo Conte, erano un po' incavolati,
e cercavano ogni giustificazione alla loro débacle ciclistica.
Insomma rompevano un po' troppo. Ciò andò avanti per
un po', sino a quando Alfredo Binda Commissario Tecnico senza discussioni
nè dialettica zittì tutti i giornalisti petulanti, che volevano
sapere, con un lapidario - bien faire et laissez dire...
Mi sono rammentato questo episodio, nei giorni scorsi, quando vagamente
come un sussurro... un venticello... delle vocine mi sono giunte,
da varie parti... ma il Vostro giornale... non sta andando un po'
verso destra? L'accettabilità delle critiche, "osservazioni"
per un finto calmo come me, ma non credo di essere il solo, è proporzionale
alla considerazione che si ha per la persona che attacca. Ciò non
toglie che un piccolo chiarimento si possa e debba fare per disperdere
i si dice.
Anzi tutto ripassiamo... promemoria... il testo nei punti essenziali
dell'art. 2 sullo Statuto del nostro S.A.Pens. nella sua ultimissima
edizione (22-23-24 maggio 2001 Rimini/Virserbella)... ... Ai soci
è garantita la più ampia libertà di espressione, assicurando
il reciproco rispetto di tutte le opinioni politiche, ideologiche
e di fede religiosa. Il Sindacato respinge ogni influenza... il Sindacato
è indipendente dal Governo da partiti. Su questo, come direbbe
Giulio Andreotti con quella sua caratteristica frase ... qui non
ci piove… Battuta non molto raffinata ma efficace. Tutti, iscritti
e non, ricordano perfettamente la lunga battaglia ingaggiata negli
anni per approdare ad un ipotesi di traguardo circa la questione della
"Triennalità".
Alla fine della scorsa legislatura, ambo le parti ci promisero "un
lago in bocca" (proverbio russo), alla fine, si sa bene come
andò, ci fu un risultato negativo. Per nostra fortuna disponiamo
di un Segretario Nazionale S.A.Pens. (non sto suonando violini) che
è un lottatore inesauribile, di quelli che battono l'avversario per
stanchezza nell'angolo della logica e della documentazione.
Così come detto nel comunicato del 24.12.2001 della nostra Segreteria
Nazionale "... all'attuale Governo va dato atto di aver concretizzato,
alla prima occasione utile, un impegno assunto con i ferrovieri in
pensione e con le loro famiglie. Ai parlamentari promotori… che fanno
riferimento al Gruppo di Alleanza Nazionale il dovuto ringraziamento".
Si vedano anche sui numeri scorsi di "Cicerone" le copie
delle lettere intercorse fra le parti. Poi in data 23 gennaio 2002
sempre la nostra Segreteria Nazionale informa che dal 24.01.2002 presso
la XI Commissione, Lavoro, relatore l'On. Nino Lo Presti (AN) si è
posta al lavoro per la definizione sulla questione "Triennalità";
scegliendo quale proposta di Legge la n. 1513 d'iniziativa degli On.li
Battaglia, Cordoni, Duca, Lumia, Susini, del Gruppo
dei Democratici di Sinistra - l'Ulivo.
Il comunicato del 23.01.2002 chiude dicendo che nella detta proposta
(1513) la nostra Organizzazione Sindacale si riconosce totalmente.
Allora che parte siamo andati? Noi (cioè G. Torrente) ci siamo
giocati bene le nostre carte e questo è il fine (direbbe Machiavelli)
oppure potremmo citare il famoso proverbio cinese che dice" non
ha importanza se il gatto è nero o bianco l'essenziale è
che prenda il topo".
Ma io non sono cinese e nemmeno voi, quindi è probabile che
qualche nascosta finezza del significato, mi sfugga. Per questo motivo
forse, sostanzialmente quel proverbio non mi piace. E' un po' qualunquista.
La speranza e l'attenzione deve ora puntare sulla Legge che dovrà
emanare, in merito il Parlamento. Auguriamoci che non sia una "trappola"
come la 87/94 (Ind. Int. Speciale) che non mi stancherò mai
di dirlo, anche se la Corte Costituzionale ha sancito che è
tutto a posto e regolare; ma una legge che non fa giustizia non espleta
il suo compito e quindi serve solo a fare confusione e creare malcontento.
Poi c'è anche la questione dell'articolo sul G8 (L'offesa).
Non cambio una parola. Io sono (mi considero) genovese la mia città
è stata oltraggiata. Nessuna ideologia politica giustifica
quanto è avvenuto. Ambo le parti hanno fatto gravi errori.
Il pescaggio nelle acque torbide della politica cominciò subito
e dura, sempre rinvigorito, dalle parti. Così stavano e stanno
le cose. Il nostro giornale sta bene, migliora ogni volta, la collaborazione
più ampia sempre auspicata si stà lentamente delineando.
Continuiamo la battaglia, come dice il Giusti poeta ... in quattro
scamiciati a dire di sì e duecento citrulli a dire di no. Sì,
alla voglia di lottare, di avere giustizia, di difenderci, di migliorarci,
di accrescere la nostra forza. Per il resto fatta salva la stretta
osservanza dell'art. 2 del nostro Statuto... - ai Soci è garantita
la più ampia libertà di espressione... il rispetto delle
ideologie... indipendente dal Governo e dai partiti… Il nostro lavoro
continua e per il resto come diceva Alfredo Binda… bien faire et
laissez dire.
Pier
Luigi Villa
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