Azzerati tutti debiti ai pensionati meno abbienti

E' giunta finalmente in porto la tanto attesa sanatoria sulle somme percepite in più dai pensionati. Uno speciale condono previsto dalla legge finanziaria 2002 che ricalca in gran parte quello varato nel 1996 all'indomani di un maxi censimento sui redditi dei pensionati.La sanatoria attuale si riferisce alla verifica dei redditi per gli anni 1996-98 che ha comportato da parte dell'INPS la modifica di un milione e cento pensioni.
Di queste, poco meno di 400 mila sono risultate inferiori al dovuto e conseguentemente aumentate con il pagamento degli arretrati laddove spettavano.
Mentre per altre 713 mila è stato accertato che erano state percepite somme alle quali i pensionati non avevano diritto. Per costoro l'INPS ha ridotto l'importo in pagamento a partire dal novembre del 2001 e con un'apposita lettera ha comunicato l'indebito che si riferiva ai periodi precedenti, senza tuttavia dare corso al recupero. Nel frattempo infatti i sindacati hanno chiesto una sanatoria, legittimata a loro avviso dal fatto che i tempi della verifica erano stati troppo lunghi e che nella maggior parte di casi i pensionati ignoravano di riscuotere più del dovuto.

Chi è interessato
In base all'art. 38 della legge finanziaria del 2002, possono usufruire della sanatoria coloro che hanno percepito indebitamente pensioni e trattamenti di famiglia per periodi precedenti al 1 gennaio 2001. Tutti gli importi percepiti in più dopo tale data vanno restituiti quindi fino all'ultima lira, a prescindere dalle condizioni di reddito dell'interessato. Nel condono dovrebbe rientrare, in analogia a quanto stabilito nel '97 dal Ministero del Lavoro, anche i trattamenti pensionistici conseguiti con il cumulo di contributi versati all'estero. Dalla sanatoria sono invece escluse le prestazioni indebite a carico di altri fondi pensionistici e dell'INAIL. Questa volta le agevolazioni spettano quindi solo ai pensionati INPS.

Abbuono totale
Il debito si cancella completamente se il pensionato aveva nel 2000 un reddito fino a 8.263.31 euro, pari a 16 milioni di lire. E' il caso comunque di chiarire che per reddito imponibile si intende quello al netto degli oneri deducibili.

Abbuono parziale
Se, così calcolato, il reddito del 2000 resta al di sopra dei 16 milioni, bisogna rassegnarsi al recupero. Il pensionato non deve comunque restituire tutto quello che ha avuto in più ma solo il 75% della somma. La netta differenza di trattamento tra chi si colloca al di sopra e al di sotto dei 16 milioni desta qualche perplessità. Anche perché dalla concreta applicazione della norma possono venire fuori situazioni aberranti. Pensiamo, ad esempio, a due pensionati che hanno entrambi un debito di 10 milioni con redditi rispettivamente di 16 milioni e 16 milioni e 10 mila lire. In questo caso succede che il primo non deve restituire nulla, mentre il secondo dovrà pagare 7 milioni e 500 mila lire.

Recupero rateale
Per il recupero della somma a carico di pensionati con redditi superiori ai 16 milioni l'INPS dovrà regolarsi in questo modo:
1. in prima battuta farà una trattenuta sulla pensione fino a 1/5 dell'importo in pagamento.
2. se, come avverrà nella maggior parte di casi, il debito non viene completamente azzerato quello che resta va rimborsato in 24 rate di uguale importo senza interessi, fermo restando che le singole rate non possono intaccare più 1/5 della pensione mensile. Ciò significa che la rateazione può diventare anche più lunga per evitare che la rata mensile superi tale quota. Naturalmente se il soggetto è titolare di due pensioni INPS, la rata mensile minima sarà pari a 1/5 della somma dei due trattamenti. L'INPS potrà rivalersi nei confronti degli eredi solo nell'ipotesi in cui il debito si sia formato in seguito ad un comportamento doloso del pensionato deceduto. In questo caso la finanziaria stabilisce che la sanatoria non si applica in forma totale o parziale nemmeno nei confronti del diretto interessato. Per ulteriori informazioni rivolgersi presso le nostri sedi.

Fausto Mangini


A TUTTI I NOSTRI ASSOCIATI

Il passaggio dell'erogazione delle pensioni dall'INPDAP all'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha determinato, in molti casi, la sospensione del rapporto associativo alla nostra Organizzazione Sindacale. Interruzione dovuta alle risapute inadempienze dell'INPDAP.
Chi non ha trovato la segnalazione relativa alla trattenuta sindacale - verificate le recenti comunicazioni dell'INPS - di segnalare l'accaduto alle sedi Fisafs di appartenenza.
Chi non ha ritirato la tessera d'iscrizione relativa all'anno 2002, è invitato a contattare la sede Regionale e Provinciale per il ritiro.
La tessera è strettamente personale e dà diritto a tutte le prestazioni erogate dal S.A.PENS.

 


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