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Cinquantenne…
di gracile costituzione Un bel po' di anni fa, quando assieme ad altri
giovani dalle molte speranze, giravo attorno alle rotative dei giornali
genovesi, erano à la page tre personaggi di un tale calibro
politico che, se potessimo disporne oggi, ci farebbero molto comodo. Parlo
di Schuman, Adenauer e De Gasperi, stavano lavorando ad un progettino
che, ora, possiamo chiamare Europa. Noi, pensatori, di allora,
dicevamo… lasciamoli lavorare tanto non hanno nemmeno bisogno dell'interprete.
Quei tre Signori operarono molto bene. Ricordiamo tutti il grande evento
solenne e importante, specialmente, per il nostro paese: il Trattato di
Roma 25 marzo 1957. Fu il frutto anche della loro opera. L'idea Europa
però era partita da lontano maggio 1950 con Robert Schuman - uomo
politico francese molto importante nato a Strasburgo, promotore della
realizzazione della CECA (Comunità Europea del Carbone dell'Acciaio).
Si rimise al lavoro su una precedente bozza di Jean Monet, altro gran
calibro francese che aveva ipotizzato un'Europa costruita passo passo
tenacemente con un lungo lavoro politico e non certamente bancario.
Ma l'idea Europa ha avuto prestigiosi padri, che ora sembrano nella nebbia
della storia, ma non è vero. Possiamo citare ancora Churchill,
discorso di Zurigo, Spaak per il Belgio, il Conte Sforza Ministro degli
Esteri, che operò concretamente, per quella che divenne poi, l'Unione
Postale italo-francese. Fatti i cenni storico-politico essenziali, noi
italiani per quanto concerne l'idea (Europa) possiamo e dobbiamo ricordarci
di un grande uomo, nobile padre di quel sogno. Altiero Spinelli (1907-1986)
un durissimo antifascista. Dieci anni di carcere e sette di confino. Spinelli,
Rossi, e Colormi relegati su quella… ciabatta sul mare (Ventotene) scrivono
il Manifesto, appunto di Ventotene dove si comincia a parlare di Federalismo
europeo e che nel tempo diventerà il testo base per tutti coloro
che lavoreranno al grande sogno. Tornato in libertà Spinelli fonda
il Movimento Federalista Europeo (agosto 1943); il cammino, l'abilità,
la personalità politica di questo uomo di elevata statura culturale,
nonostante sino da allora inizino i distinguo e le frenate di alcuni Governi
(la Francia esce dal CED), il cammino prosegue per tutti gli anni 1950-1960.
Nel 1970 Spinelli diventa membro della Commissione Esecutiva della CEE
e nel 1984 viene nominato Presidente della Commissione Costituzionale.
Dall'alto del suo incarico elabora e presenta un nuovo progetto: il Trattato
di Unione Europea (febbraio 1984), approvato quasi da tutti anche se non
mancano i distinguo. Ne nascerà una cosetta, capolavoro della Farmacopea
delle manovre politiche: si chiamerà Atto Unico Europeo. Da quel
lungo travaglio uscirà il Parlamento Europeo, da dove, nel tempo,
verranno emanate le Istituzioni Comunitarie. Spinelli ci lascerà,
dopo aver ampiamente fatto la sua parte, dico io, il 23 maggio 1986 a
Roma.
La scuola storiografica francese aveva in Jacques Le Goff grande studioso
e giornalista il quale scrisse che l'Europa,… ha questo nome da oltre
25 secoli… ma è ancora allo stadio di progetto. Pur riconoscendone
l'importanza non conviene, ora, addentrarci troppo nella mitologia Greca
circa la figlia, Europa di Re Agerone e bellissima sorella di Cadamo ecc….
Ora dobbiamo parlare della nostra Europa, di quella di oggi, di come la
vorremmo e, di come non la vorremmo.
Non vogliamo, almeno a me pare chiaro, quella delle banche che ci sovrasta
e non parla con noi ma ci colpisce. Quei Signori del Caffè di Strasburgo
(vecchia malignata greca dei lunghi tempi di attesa) con le loro procedure
e tattiche non hanno ancora sfornato un progetto valido e funzionante
atto alle esigenze dei tempi. Stiamo faticosamente navigando in acque
basse, però tutti vogliono salire a bordo. L'Euro ha molto sofferto,
è vagotonico, a seconda l'umore di oltre oceano ove non hanno mai
amato l'idea. Per quanto riguarda l'intesa come forza militare nonostante
la partenza ormai lontana (C.E.D., Patto Atlantico e NATO) la cosa, per
millanta discutibilissimi raggiri e difficoltà non ha mai funzionato,
fatto salvo il fatto Iugoslavia. Quotidianamente ne possiamo verificare
i danni, che vanno dalla geopolitica al prestigio globale. Speriamo che
gli Dei ci proteggano, specialmente in questi tempi, perché potrebbe capitarci
di dover difendere specificatamente la nostra cara Europa.
Per rammentare un po' la storia, mentre a Strasburgo (Roma) si discute
Sagunto (Europa) corre seri pericoli. Dell'urgenza di prendere grosse
decisioni definitive e costruttive tutti gli stati membri ne sono convinti.
Persino Tony Blair cioè l'Inghilterra e tutti i suoi distinguo
ne conviene. Mette conto di citare ancora una volta Altiero Spinelli….
L'architettura che abbiamo messo in piedi (realizzazione Atto Unico)
è stato il prodotto della tensione radicale fra i federalisti e
l'approccio pragmatico degli uomini di Strasburgo. Senza questa tensione
non si sarebbe ottenuto nulla: la visione dei federalisti sarebbe rimasta
un'utopia, il pragmatismo sostanzialmente conservatore degli uomini di
Stato non avrebbe condotto da nessuna parte.
Insomma bisogna decidere, scegliere e avviare il motore, federalismo o
pragmatismo politico (l'arte delle possibilità) purché si parta
concretamente.
E poi tutti quelli che vogliono salire a bordo saranno buoni marinai?
Conoscono bene il verbo avere, mi pare, e dare e… collaborare? Sarà
un lavoro lunghissimo, un continuo divenire perfettibile, problemi e soluzioni,
occorre lavorare e non fare solo salotto. Sbrighiamoci ci sono pericoli,
urgenze, grossi quesiti e le vecchie care idee. Sono passati circa 50
anni (marzo 1957) per citar una data ma siamo ancora gracili, mi pare,
…di costituzione.
Pier Luigi Villa
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