Come scriveva Alessandro Manzoni in un passaggio del suo famoso romanzo. Dicendo questo, noi siamo in contraddizione apparente perché nell’aprile scorso esortammo tutti a … "Allons Enfants"!.
Era terminato il nostro Congresso (S.A.P.E.F. – F.I.S.A.F.S. – Or.S.A. svoltasi a Viserbella di Rimini 22-25 maggio 2001) e noi, i guerrieri argentati, avevamo scelto e deciso di puntare sull’Or.S.A. Delle molteplici ragioni sindacali, organizzative e di opportunità abbiamo già parlato appunto nel menzionato articolo. Poi sono cominciate le grane, grosse e piccole, tutte molto prevedibili perché non era certo pensabile che una svolta di tale calibro non creasse un po’ di maretta.
Noi del SAPENS, per l’esattezza, non ne siamo rimasti molto coinvolti, grazie alla nostra robusta ed agile struttura; ma non possiamo ignorare le nostre origini, cioè Fisafs. Come se ciò non bastasse noi, Sapiens, della Fisafs, specialmente alla periferia, siamo una trave portante per la nostra quotidiana presenza e impegno lavorativo. So benissimo che dire queste cose può dare fastidio a chi non siamo simpatici, ma della loro opinione non è che se ne faccia un dramma.
Nessuno vuol rimettere in discussione le decisioni prese a suo tempo.
Ricordiamo, tutti quella specie di ultimatum che l’Azienda FS S.p.A. e Confindustria ... "parleremo solo con l’Orsa..." ci hanno offerto-imposto. Un’occasione un po’ accelerata che giustamente non ci siamo lasciati sfuggire. Ad un certo momento bisogna decidere e decollare. Il decisionismo è sempre bersagliabile però qualcuno deve pur farlo, l’unica cosa è augurarsi che il principe sia illuminato.
Così ci siamo incontrati con i macchinisti, è bene smettere di parlare di CO.MU, per noi, almeno a Genova, non ci sono stati i  paventati  scontri e le riunioni roventi. Tutto è rimasto nei limiti della correttezza. Altrove, se le mie notizie sono esatte, non è andato tutto liscio. Sono emerse, a distanza di giorni delle differenze, forse a suo tempo non valutate attentamente,  oppure fanno e facevano parte del calcolo di rischio. Si tratta di due stili diversi di condurre le vicende sindacali. I macchinisti sono una forza, sono compatti hanno il loro "peso" e la loro notevole autoconsiderazione. La Fisafs è una, meglio dire era? una Federazione di Sindacati Autonomi quindi il procedere era diverso. Bisognava tessere prima tra le nostri "parti" e poi andare ai tavoli, che a volte non ci erano concessi.
Questo necessariamente  produce un diverso modo di agire. Quello dei macchinisti  i quali,  non poche volte, hanno fatto sapere alla controparte i loro "desiderata"  e muniti delle qualità  che  ho prima citato sono andati quasi sempre veloci al risultato.
Noi abbiamo sempre dovuto combattere a lungo raggiungendo i risultati dopo lotte – discussioni – tempi lunghi – diplomazia e tanta tenacia.
Se poi questo tipo di discorso lo spostiamo  nell’ambito dei pensionati Sapens tutto si amplifica perchè i "nemici" aumentano, la controparte si è spostata ed è a volte evanescente. Nella elaborazione dei  C.C.N. di lavoro, probabilmente per distrazione ci si dimentica sempre di annotare una qualche considerazione su uno dei molti problemi che ci riguardano. Ma non importa noi abbiamo notevoli capacità di lotta e sappiamo aggiustarci con i nostri ferri abbastanza bene.
Come dicevamo questo matrimonio, "che s’ha da fare", come tutte le convivenze in attesa del collaudo del tempo necessita  di molta buona volontà, di pazienza, di diplomazia e di buone maniere.
Dovremo e dovranno imparare a fare cose che non facevano scrivere e parlare in maniera forse nuova e pensare in grande o più grande.
E’ necessario ricordare, però; ciascuno di noi  ha il suo passato,  il suo blasone,  il suo modo di lavorare ha le sue strutture, nessuno chiede di rifare tutto di partire dal tabula rasa.
Sarà sufficiente che ricordare che sì "Allons Enfants" perchè il traguardo è ambizioso, e non  è un sogno nel cassetto. Non servono però le divisioni corazzate, e nemmeno le "eroiche" resistenze, sarà sufficiente come suggeriva il Manzoni ...Adelante Petro... ma con giudizio.

Pier Luigi Villa


Sommario