Il futuro è dei nonni

Il Rapporto annuale sulla situazione del Paese nell'anno 2002 recentemente presentato dall'Istat ha evidenziato un dato di cui tutti gli addetti ai lavori erano a conoscenza: crescono gli anziani e si conferma il record negativo del tasso di fertilità.
Una evidenza che però nessuno ha il coraggio di analizzare in modo serio e trarne le dovute conseguenze.
Il nostro paese ha subito una profonda trasformazione demografica, che per certi versi può comportare nel tempo rischi di una certa rilevanza.
L'Italia è oggi il Paese con l'indice di vecchiaia più alto del mondo, con 133 persone di 65 anni ed oltre ogni 100 persone sotto i 15 anni (rapporto uno su cinque). Ma il dato più preoccupante è che nei prossimi trenta anni la stessa quota è destinata a crescere fino a prevedere un italiano su tre. Un grido d'allarme lanciato anche dall'INPDAP, nel suo rapporto 2002, riguardante l'ammontare delle pensioni future dei lavoratori atipici, oggi con pochissima tutela, ma sempre più numerosi, ed in futuro senza diritto ad una pensione dignitosa.
Fattori demografici che sono tra le cause dell'evoluzione della spesa pensionistica.
Al dicembre 2001, il numero delle prestazioni pensionistiche previdenziali ed assistenziali, al netto delle pensioni erogate all'estero e di quelle non classificate geograficamente, è stato pari a 21 milioni e mezzo, per un importo complessivo annuo di 178 mila milioni di Euro ed un importo medio di circa 8.300 €.

Pensioni - Anno 2001
(in migliaia di euro)
Tipo Numero importo annuo
complessivo
Invalidità
Vecchiaia
Superstiti
17.544.072 161.997
Indennitarie 1.207.517 4.290
Assistenziali 2.755.139 11.770

Altro fenomeno evidenziato nel Rapporto annuale Istat, e che coinvolge direttamente i pensionati, riguarda quello dell'incidenza della povertà tra le famiglie.
Complessivamente nel 2001 le famiglie povere sono state pari al 12%, corrispondente a circa 2 milioni 663 famiglie, per un totale stimato in 7 milioni 828 mila individui.
La diffusione della povertà è maggiore tra le famiglie di anziani soli (13,5%) o in coppia (16,5%), fuori dal mercato del lavoro in quanto generalmente pensionati, il cui reddito da pensione risulta essere l'unica entrata.
Eppure sull'assegno mensile sono in tanti a trarne sostegno.
Nel recente passato un rapporto, messo a punto da esperti, ha evidenziato che il 24% delle famiglie italiane riceve aiuto dal pensionato.
L'11% degli studenti, il 28% dei disoccupati, il 19% dei lavoratori ed il 28% delle casalinghe ricevono sostegno dalla pensione del nonno.
Tutto questo mentre il potere d'acquisto delle pensioni ha subito, in questi ultimi anni, una vistosa perdita del potere d'acquisto, tale da rendere necessario un riallineamento alla dinamica salariale, e che per natura il pensionato è il soggetto maggiormente bisognoso di spese sanitarie ed assistenziali.
Ecco perché gli Organi istituzionalmente preposti hanno l'obbligo di affrontare problematiche quali la triennalità dei contratti di lavoro, le pensioni d'annata e di reversibilità ecc…
Alle parole devono seguire atti concreti, evidenziando che il pensionato ha quasi sempre la memoria lucida ed è in condizioni di far pesare le mancate promesse ogni qualvolta se ne presenti l'opportunità.

Giuseppe Torrente


       


Nel prossimo numero saranno pubblicate l etabelle relative ai nuovi livelli reddituali per per il periodo: 1° luglio 2003 - 30 giugno 2004 ai fini della corresponsione dell'assegno nucleo familiare ai nuclei con figlio ed a quelli senza figli.
Comunque sin da ora chi è interessato può rivolgersi alle sedi regionali.

La redazione


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