Le infinite vie

Ma il Signore non c’entra. Volevamo invece parlare delle molteplici vie e stili per fare sindacato.
In questi ultimi e quotidiani tempi la lotta politica ha raggiunto toni e limiti ben sopra le righe, e ha dimostrato tra l’altro che di certi sindacati ci si è ampiamente serviti come mezzo di lotta  che specificatamente non riguardava il concetto da cui, nella seconda metà del XIX secolo, per decollare poi nel XX, ... sorsero associazioni di lavoratori per difendere gli interessi economici e professionali, cioè i sindacati.
Aggiungo inoltre, a detti sindacati, poi Organizzazioni Sindacali, fu ed è delegato  il concetto direi giuridico... di vigilare sull’esatta applicazione della norma.
Tenuto conto doverosamente dello scorrere del tempo – siamo partiti dalla seconda metà dell’Ottocento per giungere oltre il Duemila – è ovvio convenire che sono mutate molte cose.
Vi è stata anzitutto l’evoluzione del tempo, quasi un secolo e mezzo, con i pregi e i non pochi difetti che la storia ci ha dimostrato e rammenta e successivamente una sempre più forte infiltrazione inquinante della politica nell’ambito delle questioni sindacali.
Questa premessa leggermente storico-filosofica per sottolineare che la menzionata evoluzione dei tempi, nella vita di certe Organizzazioni Sindacali (le più rappresentative e satelliti) non è certamente approdata a traguardi altamente consolatori. Mai come ora la poco silenziosa rissa tra le parti è stata evidente per motivi che con la... promozione degli interessi dei lavoratori... c’entrano come i cavoli a merenda.
Una lotta serratissima e feroce, per ora con scintillanti fendenti verbali, dimostrazioni pesantemente condizionanti, giornali pro e contro, e gruppetti molto spontanei che efficientissimi, impediscono all’avversario sindacal-politico di parlare.
Suggerirei a questi signori di rinfrescarsi le idee andando a rileggere concetti e accezioni della parola democrazia nel passato storico e in quello moderno.
L’attuale situazione di forte attrito intersindacale è ultimamente attecchita anche tra alcuni sindacati pensionati. E’ da tempo invalsa l’abitudine, pessima, di usare parole, scritti e anche qualche azione non corretta contro le Organizzazioni Sindacali avversarie, specie se queste si chiamano Sapens.
Conosciamo tutti l’antico detto infinite sono le vie del Signore ancor meglio quello che suggeriva la coppia Dante – Virgilio non ti curar di loro, ma guarda e passa.
Però qualche cosa mette conto di essere detta.
Noi siamo il Sapens – Sindacato Autonomo pensionati – appartenenti all’Or.S.A e proveniamo dalle antiche radici F.I.S.A.F.S.. Ligi a quanto dispone l’articolo 2 del nostro Statuto, da noi ognuno ha diritto alle proprie idee politiche, ma se le tiene per sè. Non abbiamo sudditanze a partiti, e sarebbe tanto bello che anche le altre vie del Signore  non ne avessero.
Tutti i sindacati pensionati e specialmente quelli dei pubblici dipendenti, hanno tali e tante grane da affrontare battaglie da condurre che, a noi sembra alquanto strano, si trovi tempo e voglia per perorare cause e mosse strategiche che francamente non ci riguardano. Troppo spesso è stato utilizzato il grosso problema dei pensionati e la necessità di affrontare la riforma delle pensioni, da certe parti politiche chiamandoci, tanto c’è sempre chi vuole andare in piazza come forza dimostrante, per l’opportunità, per poi immediatamente dimenticarsi di noi.
Ad alcuni dà fastidio che il Sapens funzioni, funzioni bene, sia in costante crescita. Non è sufficiente penso io, l’abbonamento ad una rivista per affermare che è un iscritto. Non è neppure accettabile che persone, poco informate sulle vicende in atto, sventolino ipotesi di vertenze dal risultato fallimentare. Nella più benigna delle interpretazioni parlerei di scarsa correttezza. Poi ci sono i volantini, stillanti veleno, che nel loro squallore si commentano da soli.
Possibile che certi sindacati non siano in grado di zappare il proprio orto senza sentire l’urgenza di parlare contro altri?
E’ un modo di procedere che rammenta quella che la vulgata definisce comari le quali essendo prive di argomenti atti ad una conversazione decente ricorrono alla maldicenza ed al pettegolezzo pur di dire qualcosa.
Hanno altri vizi quelli delle infinite vie, ad esempio il correre immediatamente a vantar vittorie e risultati positivi ottenuti da altri, o sparare critiche e sentenze su argomenti di cui conoscono il classico poco o nulla. La materia sindacale, come ben sappiamo è faticosa, a volte arida e i risultati positivi duri da conseguire. Tutto ciò presume lavoro, competenza e organizzazione; questo è il nostro stile e il tempo ci stanno dando ragione.
Altra cosa è il molto rumore per nulla. Come ho già detto noi proveniamo dalla F.I.S.A.F.S. e ci sono tra le nostre file addirittura soci fondatori; Lealmente con le più concrete intenzioni, parteggiammo per l’operazione  Or.S.A. di cui facciamo parte. Ci sono stati poi, alcuni distinguo e precisazioni capziosi di cui non sentivamo la necessità. Sentiamo invece il dovere-diritto di evidenziare quanto a suo tempo stabilito anche dalla Segreteria Generale dell’Or.S.A.... in data odierna (22/11/02) è costituito il Comparso Pensionati Or.S.A. in cui confluiscono i sindacati pensionati SAPENS e ANPAN (Associazione Nazionale Pensionati Aereo Naviganti), quindi sarebbe molto opportuno che, certi ospiti non autorizzati bazzicanti i nostri ambienti,  facessero fagotto.

Pier Luigi Villa

CONVEGNO PREVIDENZIALE

Lunedì 30 giugno u.s. presso l’Istituto del Sacro Cuore in Roma si è svolto un convegno sul tema “ il sistema pensionistico e la separazione dell’assistenza dalla previdenza” quale primo atto per risolvere le problematiche relative alle pensioni d’annata e di reversibilità.
Nutrita la partecipazione dei pensionati provenienti da tutta Italia. Hanno portato il loro contributo gli Onorevoli Paolo Cento e Alfonso Gianni.
Nel corso del dibattito è emersa anche la volontà, vista la mancata sensibilità fino ad oggi dimostrata  da tutti i partiti, di valutare la possibilità di una discesa diretta  in campo non delegando più nessuna componenti politica.
Questo il documento finale scaturito dal convegno:
Le Associazioni ed i Sindacati firmatari, riunitisi in Convegno il 30/06/2003 a Roma, hanno deciso di costituire un Comitato Permanente Paritetico formato da loro rappresentanti per porre con forza alla attenzione dei partiti politici, del Parlamento e del Governo il problema di una radicale riforma dell’intero sistema pensionistico attraverso una prioritaria e radicale separazione della Previdenza dalla Assistenza attraverso la costituzione di due distinti comparti e di due distinte gestioni dotate di un proprio autonomo bilancio.
I costi di gestione della “Assistenza” – che potrebbe denominarsi “dipartimento per la spesa Sociale e l’Assistenza Pubblica“ devono essere messi a carico di tutti i cittadini contribuenti.
A questo dipartimento devono essere assegnati tutti i compiti assistenziali quali pensioni d’invalidità, assegni sociali, pensioni di inabilità, trattamenti di integrazioni salariali e di disoccupazione, insieme a tutti gli altri ammortizzatori sociali e simili.
I costi di gestione del sistema pensionistico previdenziale al contrario devono essere messi  a carico di tutti gli enti gestori della previdenza obbligatoria e devono riguardare essenzialmente il sistema contributivo a carico dei lavoratori  e del datore di lavoro.
Solo così sarà possibile evitare di parlare genericamente di “spesa pensionistica” complessiva, precisando invece con chiarezza sia i reali costi della spesa per la politica sociale – a carico dei contribuenti – sia quella della spesa per le pensioni previdenziali a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro, e in questa veste anche dello Stato.
Le Associazioni ed i Sindacati firmatari dichiarano che lo scopo di questa rivendicazione, oltre all’obiettivo finalizzato a valutare se effettivamente esista un deficit strutturale della “previdenza” – cosa che non ritengono esserci - , è quella di porre le premesse indispensabili perché si dia luogo ad una revisione positiva e migliorativa delle cosiddette “pensioni d’annata” che costituiscono una non più sopportabile disuguaglianza di redditi pensionistici tra lavoratori in pensione, ingiusta di per sé e perché colpisce proprio i più anziani, penalizzati in maniera ingiustificata.
Un secondo obiettivo altrettanto valido ed importante è quello di premere politicamente perché tutti i partiti, il Parlamento ed il Governo portino in discussione ed approvazione le due distinte proposte di legge di iniziativa popolare che, dopo la raccolta delle firme, sono state rimesse alla Camera e che ora giacciono “inerte” dall’inizio di questa legislatura, e cioè da oltre due anni, presso la XI° Commissione Lavoro della Camera.
Le due proposte di legge sono la n° 6098 presentata in data 01/06/1999 e si intitola “nuove disposizioni su reversibilità e perequazione delle pensioni (alla scadenza della XIII legislatura è stata ripresentata d’ufficio con il n° 10 in data 28/06/2001 ed i cui articoli 1, 4 e 5 riguardano specificatamente la reversibilità) e la n° 6319 presentata in data 19/08/1999 che si intitola “adeguamenti delle pensioni di reversibilità in presenza di familiari conviventi con gravissima disabilità”, (alla scadenza della XIII legislatura è stata ripresentata d’ufficio con il n° 12 in data 20/06/2001).

Firmato: 
ANLA – ANLAFER – CINQUE CORPI DI POLIZIA – CONSULTA PENSIONATI - DIRSTAT PENSIONATI –
FEDER SPEN – FIAP CUB – LA LUPA – PENSIONATI UNITI- SAPENS ORSA – SIUNSI CONFSAL – UCS SULP –
UGL PENSIONATI


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