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Triennalità
dei contratti F.S.
Rispettate gli impegni
Nel
resoconto della seduta del 17 giugno u.s., relativa ai lavori Parlamentari
della XI° Commissione della Camera è riportato testualmente:
“ il sottosegretario Alberto Brambilla precisa che in realtà il
Governo in due diverse occasioni ha manifestato la propria contrarietà
al provvedimento in esame, fermo restando che la Commissione è
libera di assumere le determinazioni che crede rispetto al suo ulteriore
iter.”
Una dichiarazione irresponsabile che discredita tutto il lavoro
fin qui svolto negli ultimi mesi dal relatore e da tutti i gruppi Parlamentari
sia di maggioranza che di opposizione appartenenti alle Commissioni Affari
Costituzionali, Giustizia, Bilancio, Trasporti e Lavoro. Decisioni unanime
di voto favorevole all’emanazione del provvedimento legislativo inerente
il trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato,
collocati a riposo nel corso delle vigenze contrattuali 1981- 1983, 1984-1986,
1987-1989,1990-1992,1993-1995.
Una presa di posizione del sottosegretario Brambilla che non tiene conto
della volontà partitica e che cozza contro gli impegni già
ripetutamente assunti dal Governo.
Noi abbiamo la netta sensazione che anche questa problematica soffra l’attuale
momento di difficoltà in cui versa l’esecutivo, con le profonde
lacerazioni nel proprio interno, anche se ognuno si sforza di dimostrare
il contrario, ma che nessuno può nascondere.
Il Governo ha evidentemente difficoltà nel costatare che la proposta
di legge attualmente in discussione alla Camera è sicuramente l’unico
provvedimento che riscuote il consenso di tutti i partiti, sottolineiamo
tutti!
Una situazione completamente opposta a tutti i provvedimenti emanati
negli ultimi tempi e che non ci hanno risparmiato scene da Far West.
Il Ministero dell’Economia non trova niente di meglio che negare un sacrosanto
diritto dei pensionati ex Fs, non dando la disponibilità di copertura
per l’anno 2005 (gli anni 2003 e 2004 hanno regolare copertura) ma concede
un maxi assegno, oltre a quello previsto in bilancio, per far fronte alle
nuove spese dei Deputati e Senatori che rappresentano più di 90
miliardi di vecchie lire per il solo Senato e decretare il 12,4% di incremento
per i “salari” di Magistrati, Avvocati dello Stato e Parlamentari.
Già nel corso dell’anno 2002 la disponibilità economica
di copertura, faticosamente ottenuta, è stata successivamente utilizzata
per i provvedimenti di spesa in materia di procreazione medicalmente assistita,
di immigrazione ed asilo, di estensione di sgravi fiscali contributivi
delle imprese amatoriali, di minori entrate per esenzioni fiscali connesse
alla ricostruzione del Belice.
Il S.A.PENS. auspica un immediato ripensamento
dell’esecutivo e si sta adoperando in tal senso. Nel caso contrario potrebbero
aprirsi scenari di legittima e democratica protesta, non escludendo una
astensione nell’esercitare il diritto dovere di voto. Dal Parlamento ci
aspettiamo meno approvazioni di lodi e più risultati concreti sulle
problematiche sociali.
La
Segreteria Generale
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