|
Contenzioso
con il Gruppo F.S.
Da
troppo tempo il rapporto tra la Società F.S. ed i lavoratori ed
i pensionati è imperniato sull’aspetto prevalentemente giudiziario,
tendente ad ottenere attraverso le decisioni della Magistratura quei diritti
troppo spesso negati dagli accordi sindacali.
La conflittualità è stata sempre così marcata da
aver costretto le parti sociali ad istituire con il contratto 1993-1995
il famoso “osservatorio”. Organismo che nelle intenzioni aveva lo scopo
di limitare se non addirittura eliminare il massiccio contenzioso all’interno del pianeta
FS.
Niente di più sbagliato!
L’osservatorio sul contenzioso, malgrado una serie di riunioni, che non
hanno sortito nessun effetto, è rimasto solamente un sogno. Le
rigidità, marcatamente evidenziate nelle azioni giudiziarie, avevano
preso il sopravvento sul clima di distensione che avrebbe dovuto regnare
tra i vari componenti.
Nessuna azione degna di nota è stata compiuta, nessun accordo conciliativo
è stato raggiunto. Tanto da far morire l’organismo, accentuando il ricorso
alla Magistratura.
Altra esperienza che fa parte della storia del conflitto giudiziario è
la cosiddetta conciliazione tombale. Un aspetto legittimo, che ha riscosso
grande successo soprattutto ai tempi degli esodi incentivati e che, con
una certa frequenza regola, anche oggi, il rapporto di normale conflittualità
lavorativa che può instaurarsi tra un datore di lavoro ed un proprio
dipendente.
Oggi
è necessario andare oltre questi aspetti, ripetiamo legittimi,
cercando di eliminare il conflitto attraverso un ragionevole e reciproco
rispetto, senza qualsiasi voglia di rivalsa ed entrando nel merito del
possibile diritto che emerge nelle rivendicazioni.
Un confronto che nelle decisioni finali tenga necessariamente conto dell’orientamento
giurisprudenziale, non a senso unico e sui singoli filoni, ma nella sua
complessità.
Noi crediamo che non convenga a nessuna delle parti tenere in atto il
continuo conflitto, subendo gli aspetti, molto spesso negativi, delle
decisioni degli organi giudicanti, che hanno soprattutto una grossa incidenza
sui costi derivanti dalle spese di giudizio, troppo spesso superiori a
quelli del contendere.
Questo può avvenire ripristinando un rapporto di collaborazione
e non di conflittualità, ma soprattutto con la convinzione che
questa sia l’unica strada che possa ridurre sensibilmente la litigiosità
nelle FS e nelle Società del gruppo.
L’eterno ricorso giudiziario non giova a nessuno, nè a chi lo propone
e tanto meno a chi lo subisce. Vanno eliminati alcuni preconcetti, intraprendendo
ragionevoli presupposti, tali da consentire di sedersi intorno ad un tavolo
ed intraprendere azioni costruttive negli interessi di tutti.
Giuseppe
Torrente
|