Le cinque terre… con lieve sospetto

Certamente succederà anche ai sorveglianti dei musei di transitare, davanti ad opere d’arte e di sfumare veloci. Noi tutti poi, passiamo rapidamente tra le vie e le piazze delle nostre città e non ci soffermiamo a guardare quasi nulla; perché tanto è tutto lì… poi andremo, e la fretta è diventata un vizio.
La notizia velenosa ed inquietante, era su un giornale importante di alcuni giorni fa.
Al parco del Circeo… pare… si sia intenzionati a permettere piccole costruzioni case chalet, tanto lo sappiamo come vanno le cose, si comincia e poi? Speriamo che i romani, e tutti noi ci si opponga ma intanto è suonato l’allarme e ho pensato subito alle Cinque Terre, scritto staccato o in un’unica parola, in attesa che la polemica cessi.     
In quelle Cinque Terre che L’UNESCO ha dichiarato patrimonio dell’umanità e ”… ove gli assi orografici minori creano valli disposte parallelamente alla cimosa di costiera e il pendio scende a barriera sul mare…”  probabilmente le manovrabilità oltraggianti sono piuttosto limitate, ma sarà bene vigilare in armi. Non dobbiamo dimenticare che purtroppo ora vale il deprecabile concetto d’importazione... se produce denaro si può fare.
Quindi studiamo prima che qualche cane grosso munito di molti soldi e opportune amicizie non trovi modo di arrecare danni. Certamente non mancano tenaci vigilanti.
Il Parco Naturale Regionale Cinque Terre – La Spezia, circa 5.500 ettari che si estendono da Punta Mesco a Punta Venere, in quel tratto di costa, la maestria della natura ha certamente superato la più fervida delle fantasie.
Guardando il tutto, la considerazione che ne consegue è dominante, il mare, le rocce, le case, i borghi, le fasce dei vigneti, l’atmosfera, le gente, quella vera, sono quel miracolo che si chiama Cinque Terre. Guardate le chiese, veramente rammentano i versi di un grande poeta che parlando di loro diceva... sembrano navi pronte per salpare. 
Spostate il calendario di qualche decennio indietro e vi sarà chiaro perché grazie all’isolamento, allora veramente tale, è stato possibile salvare tutta quella bellezza. Siamo fra Punta Mesco a ovest e il promontorio di Montenero ad est e le guardiamo sfilare.
Monterosso al Mare, la capitale, dicono scherzando ma non troppo, il borgo di Fegino attorno alla stazione e Monterosso vera e propria un po’ a parte. Guardate le case, il rosso di Liguria con i suoi particolari. Fissate tutto nella mente, l’aria, i colori, il mare.
Vernazza, forse la più bella delle cinque. I vicoli e le scalinate, le terrazze sul mare, i portici, la piazzetta e quel mozzafiato della chiesa parrocchiale di S. Margherita d’Antiochia lì a piombo sul mare dal ‘300.
Corniglia la lunga scalinata per arrivarci ma quando sarete lassù  giudicherete voi. Il paese a strapiombo sul mare le case addossate una all’altra.
Manarola, un borgo porto. Da qui parte la famosa strada dell’amore che porta a Riomaggiore ove termina quel sogno concreto che si chiama Cinque Terre.
A proposito della strada dell’amore si sono scritti fiumi di parole da quando era praticamente  una cengia fra le rocce per gente capace. Ora è stata messa in sicurezza, ma resta  comunque un percorso che richiede attenzione, le auto grazie al cielo non servono. Il treno va bene. Monterosso Rio Maggiore e ovviamente i battelli.
E’ tutto lì che vi aspetta: le cose belle, la poesia, il vino particolare, le fasce delle vigne, la ferrovia monorotaia per il trasporto delle uve eccetera.
Fate tutto con calma, assaporate e scegliete compagni che parlino poco e sappiano  tirare il sugo a certe cose.

Stefano Valenzano


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