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CONTRIBUTI
PER LA MATERNITA’?
Ho letto che senza pagare nulla le donne possono recuperare per la pensione
i periodi di maternità avvenuti fuori dal rapporto di lavoro. Vorrei sapere
a chi spetta questo beneficio e cosa bisogna fare per ottenerlo.
firmato
Il bonus spetta alle lavoratrici dipendenti pubbliche e private che hanno
versato almeno 5 anni di contributi da lavoro. Vengono accreditati gratuitamente
5 mesi di contribuzione figurativa per ogni maternità. Per i 3 mesi successivi
al parto la copertura contributiva può essere riconosciuta anche al padre
se all'epoca il figlio gli era stato affidato in via esclusiva o se la
madre era deceduta o gravemente ammalata. Per farsi riconoscere il beneficio
ai fini della pensione, è sufficiente presentare all' INPS una richiesta
con allegata la documentazione da cui risulti il periodo di maternità
e il versamento dei 5 anni di contributi richiesti.
AGEVOLAZIONI PRIMA CASA E SEPARAZIONE DI BENI.
Il marito ha acquistato un appartamento con le agevolazioni fiscali prima
casa. La moglie, in regime di separazione beni, ne vuole acquistare un'altra
sempre nello stesso comune con l'intenzione di andarci ad abitare. Può
la suddetta accedere ai benefici prima casa?
firmato
Per
il caso posto dalla lettrice di Firenze vengono in primo piano le prescrizioni
seguenti:
l'acquirente non deve risultare titolare esclusivo o in comunione con
il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, di altra casa di abitazione
nel comune dove è situato l'immobile; l'acquirente non deve risultare
titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, dei
diritti di proprietà, usufrutto ecc. su altra casa di abitazione ubicata
in Italia acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge usufruendo delle
attuali o precedenti agevolazioni per la prima casa.
La condizione del primo punto è soddisfatta in quanto la moglie non è
titolare di altra abitazione nel comune interessato. La condizione del
secondo punto sembra ugualmente soddisfatta perché la moglie, in regime
di separazione patrimoniale, non è titolare neppure per quote di un immobile
acquistato da lei o dal marito usufruendo delle agevolazioni. Se ricorrono
gli altri presupposti di legge la risposta è positiva.
CONIUGE A CARICO E PENSIONE
Il coniuge fiscalmente a carico sino all'anno 2001, percepisce dall'anno
2002, l'assegno sociale. La somma percepita nell'anno 2002 ammonta a €
3.021,28. Vista la natura del reddito percepito, esente fiscalmente può
continuare ad essere a carico il coniuge del dichiarante?
firmato
La risposta è affermativa. La pensione sociale è un reddito fiscalmente
esente; pertanto, non rientra nel calcolo del limite complessivo di reddito,
attualmente fissato a 2.840,51 €, al lordo degli oneri deducibili, per
essere considerati a carico.
NON DEDUCIBILE IL MASTER PRIVATO
Il costo di partecipazione ad un master presso un centro di formazione
privato è deducibile ai fini fiscali?
firmato
La risposta non può essere positiva, la detraibilità delle spese sostenute
per la partecipazione a un master organizzato presso un centro di formazione
privato sembra infatti esclusa dall'unica pronuncia dell'Amministrazione
finanziaria sull'argomento (circolare n° 101/E del 2000 ). Nel citato
documento è specificato che i costi per la partecipazione a un master
danno diritto alla detrazione d'imposta del 19%, qualora, per durata e
struttura dell'insegnamento, gli stessi siano assimilabili a corsi universitari
o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari,
pubblici o privati. Per quanto riguarda i master gestiti da università
private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito
per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti
statali italiani.
INDENNITA' INTEGRATIVA SPECIALE CONGELATA
Avendo superato da poco il 65° anno di età, ho chiesto all'Inps, la variazione
dell'indennità integrativa speciale nella misura intera visto che all'atto
del pensionamento mi è stata corrisposta in 30/37°. Ma l'ente sostiene
che non mi spetta perché mi paga la perequazione automatica sull'intera
pensione e che l'indennità integrativa speciale resta congelata.
A me sembra che la legge n° 17/1983 preveda esattamente il contrario.
firmato
La
situazione sta in questi termini. Ai pensionati del fondo speciale F.S.
che hanno lasciato il servizio prima dell'età pensionabile o con meno
di 37 anni di contributi, l'indennità integrativa speciale è stata attribuita
in misura ridotta, pari a tanti trentasettesimi, quanti erano gli anni
di servizio. Con lo stesso criterio sono stati assegnati anche i successivi
scatti di scala mobile. Al compimento dell'età pensionabile, l'incremento
annuale viene corrisposto in misura intera, senza tuttavia rivalutare
l'importo in misura ridotta maturato fino a quel momento.
INDENNITA' PER I BAMBINI DOWN
L'anno scorso una mia nipote ha avuto un bambino handicappato. Potete
dirmi se la legge prevede qualche agevolazione per le copie che si trovano
in questa situazione?
firmato
La
legge 289/90 ha istituito un'indennità mensile cosiddetta di frequenza
per i minori di 18 anni che non sono in grado di svolgere le funzioni
proprie della loro età o ai bambini sordomuti con una perdita uditiva
superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore. L'assegno (223 € al mese)
viene riconosciuto a condizione che il minore frequenti centri di riabilitazione
o scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado a partire dalla scuola
materna. Con la sentenza 467/2002, la Corte costituzionale ha ampliato
la tutela prevista dalla legge, che finora prendeva in considerazione
soltanto i minori invalidi dai tre anni in su, riconoscendo il diritto
all'indennità anche ai bambini che frequentano gli asili nido (dai tre
mesi ai tre anni).
Per ottenere l'indennità i genitori, dopo essersi procurato dalla ASL
di zona l'attestato sullo stato handicap del bambino, devono presentare
una domanda all'Inps allegando il certificato di frequenza dell'asilo
nido.
Fausto
Mangini
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