L'Offesa

Mi ero ripromesso di non trattare la questione, come fa la Gente a Genova, ove tutti sono incavolati neri, ma cercano di non parlarne. Perché dopo e oltre tutto, quello che brucia è l'offesa.
Mi ci hanno trascinato il mare di parole sleali, false e infamanti. Tutti, blateratori politici, varie tv, giornali, pensatori e pescatori da acque torbide hanno sfoggiato la loro bravura nello sport nazionale più amato e diffuso.
Parlare, parlar tanto, tutti e di tutto purché si stia lontano dalla logica, dalla verità e dalla capacità di analisi.
Forse a causa del tipo di educazione ricevuta, non conosco parole sufficientemente corrosive, da distribuire con ampio gesto di seminatore a quelli che le meriterebbero. Intanto la mia città è stata offesa. Io non rinnego le mie origini piemontesi evidentissime specie nei difetti, ma mi sento altresì profondamente e completamente genovese ormai da lunga data (1932). Genovese la crescita, le scuole, gli amici, il vivere, il sapere, l'essere e il non sembrare, l'orgoglio e la spigolarità del carattere. E' per questo che sento ancora l'onta dell'offesa, a me, a noi, alla nostra città. Quanto è successo, fatto e detto durante quegli infausti giorni, ci hanno procurato il magone per il dolore e l'offesa.
Magone leggendario fratello di Annibale, passava a punire le popolazioni (Liguri in prevalenza) che non avevano collaborato con il caro fratellone. Ne combinava tali e tante che ancora oggi da noi si dice - mi ha fatto venire il magone. Aggiungo io e l'offesa.
Persone che non riesco a qualificare, hanno invaso Genova, facendo ogni vandalismo e ogni abuso compreso ovviamente i furti. Questo in nome della democrazia e del diritto di manifestare. Questo tipo di democrazia non mi serve.
Altre persone hanno pacificamente dimostrato e altrettanto pacificamente, mi pare, hanno lasciato fare. Poi chi doveva difendere la mia, la nostra città non soltanto il G8 e il Palazzo Ducale, ha commesso errori di valutazione sia nella strategia che nella tattica. Mai sottovalutare il nemico e con perfetto stile nazionale molta, molta improvvisazione approssimativa.
Il dialogo non serve e non è servito anzi in certe occasioni ognuno faccia bene e correttamente la parte che gli compete.
Non mi è parsa la migliore scelta quella di impiegare in quel modo le forze dell'ordine sulla strada, sia pure con i classici due sacchi, doverosi quando si ci va a picchiare, ma chiaramente è anche apparso che lavoravano, mi spiace per loro con una mano legata dietro la schiena, a causa di errate scelte politiche.
Poi, saltano i nervi, si fanno le cappelle e si va in oca (terminologia ferroviaria di servizio che vogliono dire grosso errore e perdere la testa).
Capita di veder fare alla sera, come ha detto quel giornalista spagnolo, quello che doveva essere fatto al mattino. Intanto in città, la nostra, la mia città, fuoco, incendi assalti a negozi, banche, auto distrutte; il dolore e l'offesa.
Ora hanno fatto le commissioni d'inchiesta parlamentari, la storia della Nostra Repubblica è una lunga fila di inchieste che non ci fanno sapere niente o quasi.
Tutta roba che è nel DNA nazionale, come le evidenti responsabilità politiche dei fatti che hanno riportato alla ribalta il nome di Genova.
Se questa era la tariffa, quanto é successo, i danni e l'offesa, era meglio la notorietà di prima, solo per le alluvioni e nemmeno per le previsioni meteorologiche. Dicevo di responsabilità politiche, da una parte un eccesso di morbidismo complessato dall'ipotesi di poter trarre vantaggi sino al punto di sfruttare i morti, dall'altra parte una larvatamente intuibile intenzione di dimostrazioni di forza.
Nessuno di questi sospettabili intendimenti ha avuto successo.
Quindi come dicevo errori e offese; poi commissioni parlamentari, cercando di non ricordare cosa diceva in merito Giolitti… che le usava spesso.
Salterà, anzi è saltata, qualche sedia, ma rammento che qualcuno ha detto … ci hanno tolto la cosa di mano e ora ci colpevolizzano.
Non è il caso di preoccuparsi il Principe di Lampedusa diceva appunto… cambiare qualcosa perché nulla muti… Lo dimostra il fatto che ora il governo si sta domandando se può accettare per Roma la riunione Mondiale della FAO.
Non vorrei che il nostro Ministro degli Esteri dovesse chiedere all'uopo, permesso ai democratici dimostranti provenienti dalla Germania, Inghilterra, Olanda, Spagna, Francia ecc. e ai loro confratelli italiani dalle multicolori, ma non troppo, bandiere… tutte persone pacifiche …. naturalmente.

Pier Luigi Villa



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