La nuova moneta europea: l'Euro

Ancora pochi mesi e la lira finirà il suo corso legale. Addio a tutte le monete metalliche e banconote della nostra Repubblica. Dopo cinquantasei anni di presenza quotidiana nella vita della nazione, dal 1° marzo dell'anno prossimo esse cesseranno di avere valore, per lasciare posto all' "Euro", la moneta unica europea creata con lo scopo di monitorare la politica monetaria dell'Unione Europea

Cenni storici
L'Euro è il punto d'arrivo di un lungo cammino cominciato 41 anni fa, quando Italia, Francia, Germania Occidentale, Belgio, Olanda e Lussemburgo firmarono il Trattato di Roma (27 marzo 1957), che fece nascere la Comunità Economica Europea (CEE). Da allora, molti avvenimenti si sono succeduti, nella prospettiva di un'integrazione sempre più completa tra i Paesi partecipanti. La CEE si è trasformata nell'Unione Europea (UE) e raggruppa oggi 15 Paesi: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo,Olanda, Portogallo, Gran Bretagna, Spagna e Svezia. E molti altri (Polonia, Ungheria, Turchia, etc.) hanno chiesto di potervi aderire.
A Bruxelles hanno la loro sede il Consiglio Europeo e la Commissione Europea; a Strasburgo vi è il Parlamento Europeo; a Francoforte sul Meno ha sede la Banca Centrale Europea ed a Lussemburgo la Corte dei Conti e la Corte di Giustizia.
Un drappo blu, con un cerchio di dodici stelle d'oro, rappresenta la bandiera della Comunità, che viene esposta insieme con quella di ogni singolo Paese aderente all'Unione durante tutte le manifestazioni ufficiali, nazionali e internazionali. L'Inno alla gioia di Ludwig van Beethoven è l'inno ufficiale dell'Unione. Per consentire l'introduzione dell'Euro, il Trattato sull'Unione Europea, firmato nella cittadina olandese di Maastricht nel 1992, ha previsto che le economie dei singoli Paesi dell'UE debbano convergere, diventare più simili tra loro in alcuni aspetti fondamentali. Troppe differenze tra Paesi aderenti avrebbero reso la nuova moneta instabile e vulnerabile. A tale scopo, è stata fissata una serie di condizioni economiche e finanziarie (i cosiddetti parametri di Mastricht), che ogni Stato deve rispettare prima di poter adottare la nuova moneta. Ed ogni Paese della UE si è impegnato a lavorare al proprio interno per migliorare e stabilizzare il livello di inflazione, i tassi di cambio, i tassi di interesse a lungo termine, la finanza pubblica e quindi il rapporto tra il debito pubblico ed il deficit rispetto al Prodotto Interno Lordo (PIL).
L'introduzione dell'Euro rappresenta, da un lato, il risultato più significativo di un percorso portato avanti con tenacia da uomini politici che hanno creduto nell'ideale dell'Europa unita, dall'altro, lo strumento in grado di imprimere una forte accelerazione al processo di integrazione fra popoli diversi per lingua, cultura, storia, tradizioni e contesto economico. Nel maggio 1998 il Consiglio dei Capi di Stato e di Governo dell'UE ha stabilito quali Paesi - e tra questi, l'Italia - avrebbero potuto partecipare alla Moneta unica europea a partire dal 1° gennaio 2002.

Per due mesi, dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002, la moneta unica circolerà assieme alla lira, in modo intercambiabile, ma dal giorno successivo (1° marzo) la lira non potrà più essere utilizzata nelle operazioni quotidiane, non avendo più alcun valore.
Oltre che in Italia, l'Euro sarà adottato in altri 11 Stati membri dell'Unione Europea: Austria, Belgio, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna. Per il momento restano fuori, dei 15 Paesi facenti parte della UE, la Gran Bretagna, la Svezia e la Danimarca.
Grazie ad una convenzione tra l'UE, il Vaticano e la Repubblica di S. Marino, anche i due Stati circondati dall'Italia avranno la possibilità di emettere monete in euro per un valore annuo prestabilito.
All'appuntamento manca poco tempo; la nuova divisa scompaginerà riferimenti e schemi mentali, in particolare per i meno giovani. E' importante, quindi, che fin d'ora si prenda coscienza del cambiamento e si inizi a familiarizzare con l'Euro.
Certo, il cambiamento non è di poco conto e comporterà, per tutti, difficoltà di adattamento, sia dal punto di vista pratico (arrotondamento), sia da quello finanziario (borsa, investimenti, etc.) che sociale/psicologico (effetto povertà/ricchezza); difficoltà che non vanno comunque enfatizzate.
Tanti i vantaggi legati all'introduzione della moneta unica:
- La realizzazione di un grande mercato europeo, nel quale è assicurata la libera    circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;
- Una maggiore stabilità economica e monetaria per tutti gli Stati partecipanti;
- Il poter contare su uno strumento monetario idoneo a rappresentare l'importanza    economica dell'Europa di fronte ai mercati di tutto il mondo.
La moneta unica, inoltre, stimolerà e favorirà il senso di appartenenza al Paese Europa come mai prima d'ora. Dovendo utilizzare, fra pochi mesi, le stesse monete e banconote nei dodici Paesi dell'area Euro, ci si potrà sentire di appartenere per la prima volta ad un'unica grande comunità. Una moneta, infatti, esprime i valori globali di una società e costituisce uno degli elementi più familiari della vita dei cittadini, perché li accompagna lungo tutto il corso della vita. Il simbolo grafico dell'Euro è "€", ispirato alla quinta lettera dell'alfabeto greco, "epsilon", e si riferisce all'iniziale della parola Europa; le due linee che attraversano l'"epsilon" vogliono rappresentare la stabilità della nuova moneta. Per convertire una divisa nazionale nella moneta europea si deve utilizzare il relativo tasso di cambio, fissato irrevocabilmente dal 1° gennaio 1999 e diverso da Stato a Stato. In Italia il valore di conversione è di lire 1.936,27, cioè, 1 euro = lire 1936,27.

Arrotondamento
Allo scopo di tutelare i cittadini europei ed evitare contenziosi legali, un apposito regolamento ha fissato norme ben precise per la conversione in euro degli importi nazionali:
1. la conversione avviene contando il numero di unità monetarie nazionali (per noi le lire)      per un euro, e non viceversa (numero di euro per lire);
2. effettuando le operazioni di conversione il tasso non può essere troncato o      arrotondato;
3. il numero che si ottiene dopo la conversione deve avere sei cifre significative,      contando quelle prima e dopo la virgola; il numero così ottenuto deve essere      arrotondato, in quanto l'euro è diviso in centesimi (cioè, può avere soltanto due cifre      decimali significative);
4. dopo la conversione in euro gli importi monetari devono essere arrotondati per      eccesso o per difetto al centesimo di euro più vicino (due cifre decimali, ma tenendo      conto della terza cifra. Se la terza cifra è uguale a 5, l'importo viene arrotondato per      eccesso).
N.B. - Per le norme suddette, nella conversione dalla lira all'euro potrà esserci uno scarto massimo, in più o in meno, di mezzo centesimo di euro, circa 10 lire. Per ridurre al minimo l'eventuale perdita nella conversione - durante il periodo 1° gennaio/28 febbraio 2002 - sarebbe opportuno effettuare un solo cambio per tutto il contante disponibile, invece di andare in banca più volte.

Esempi:

1. £. 10.000 = 5,16456 euro (10000:1936,27) da arrotondare a 5,16 euro (per difetto, in quanto la terza cifra decimale è inferiore a 5)
2. £. 20.000 = 10,3291 euro da arrotondare a 10,33 euro (per eccesso, in quanto la terza cifra decimale e superiore a 5)
3. £. 53.354 = 27,5550 euro da arrotondare a 27,56 (per eccesso, in quanto la terza cifra decimale è uguale a 5).

Il cambio lira-euro   
Tasso di conversione
Divise nazionali / Euro

Lire

Euro

Lire

 

Divisa nazionale

Tasso di
conversione

 

0,01

19,36

 

Lira italiana

1936,27

 

0,02

38,72

 

Lira irlandese

3121,96

50

0,03

   

Franco francese

45,0003

100

0,05

   

Franco lussemburghese

1,18964

200

0,10

   

Franco belga

1,18964

 

0,20

400

 

Fiorino olandese

398,711

500

0,26

   

Marco tedesco

506,181

 

0,50

600

 

Marco finlandese

54,7706

1.000

0,52

   

Peseta spagnola

0,06989

 

1

1.936,27

 

Escudo portoghese

0,04813

2.000

1,03

   

Scellino austriaco

10,2257

 

2

3.872,54

 

Dracma greca

340,75

5.000

2,58

       
 

5

9.681,35

     

10.000

5,16

       
 

10

19.362,70

     
 

20

38.725,40

     

50.000

25,82

       
 

50

96.813,50

     

100.000

51,65

       
 

100

193.627

     
 

200

387.254

     

500.000

258,23

       
 

500

968.135

     

Il convertitore tascabile
L'euroconvertitore è una piccola calcolatrice tascabile, utile per avere subito il cambio da lira ad euro e viceversa. Nelle cartolerie è già in vendita a prezzi che oscillano dalle 20 alle 45 mila lire.

Nel periodo transitorio, fino al 1° marzo 2002, si potrà convertire anche la valuta di un Paese non appartenente all'Unione Monetaria in una valuta di un Paese aderente, ma è necessario prima cambiare la divisa non comunitaria, per esempio i dollari, in euro, al tasso di cambio ufficiale fluttuante e variabile giorno per giorno, e poi convertirla in valuta nazionale usando il tasso stabilito, seguendo le regole dell'arrotondamento.
Vi saranno sette diverse banconote ed otto monete metalliche.
Le sette banconote - che richiamano il tema "Età e stili in Europa" - sono identiche, per qualità ed aspetto, in tutti i 12 Paesi dell'area dell'Euro e hanno dimensione proporzionata ai vari tagli. I simboli di apertura (finestre) e di unione (ponti), presenti su tutti i biglietti di banca, riproducono particolari architettonici della storia dell'arte europea: età del ferro, età del vetro, periodo classico, romanico, gotico, rinascimentale, barocco e rococò, ed architettura del XX secolo.
Le otto monete metalliche hanno, invece, una sola faccia comune, il "dritto", che mostra il valore della moneta ed un profilo dell'Europa; il secondo lato, il "rovescio", è effigiato, all'interno di una corona con 12 stelle, con un simbolo scelto da ogni Stato membro e raffigurante disegni, monumenti e personaggi illustri che rispecchiano la radice, la cultura e le tradizioni dell' Europa. In Italia i simboli sono stati scelti dai cittadini italiani attraverso un sondaggio popolare, ad eccezione del soggetto per la moneta da un euro è stato scelto dall'allora ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi e rappresenta l'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci..

Banconote   
Monete metalliche
(Coniate dalla Zecca italiana)

Taglio
euro

colore

Dimensione
mm

 

Taglio
euro

Soggetto italiano
del lato di rovescio

bordo

5

Grigioverde

120x62

 

0,01

Castello del Monte
(Federico di Svezia)

liscio

10

Rosso

127x67

 

0,02

Mole Antonelliana
(Torino)

solcato

20

Blu

133x72

 

0,05

Colosseo
(Roma)

liscio

50

Arancione

140x77

 

0,10

Testa di Venere
(Botticelli)

godronato
continuo

100

verde

147x82

 

0,20

Forze uniche della continuità dello spazio (Boccioni)

Fiore
spagnolo

200

Giallo
marrone

153x82

 

0,50

Statua Marco Aurelio
(Roma)

godronato
continuo

500

Porpora

160x82

 

1

L’uomo vitruviano
(Leonardo da Vinci)

godronato
discontinuo

       

2

Testa di Dante
(Raffaello)

iscrizioni
in incavo

I non vedenti potranno distinguere i vari tagli delle eurobanconote, oltre che dalle singole dimensioni, anche grazie a moderni accorgimenti tecnici. Infatti alcuni elementi del disegno dei singoli biglietti di banca verranno stampati in rilievo, mentre diversi segni di stampa percepibili al tatto saranno posizionati in prossimità del bordo dei tagli di maggior valore, quelli, cioè, da 200 e 500 euro. L'elemento che consentirà di distinguere una moneta metallica dall'altra sarà un bordo liscio, con o senza solco, con spessa zigrinatura o godronatura.
Le persone con gravi problemi visivi potranno facilmente riconoscere le banconote in base ai diversi colori dominanti ed alle cifre indicanti il valore, rappresentate in grande ed in neretto. Le Officine cartevalori e le Zecche di Stato dei Paesi membri stanno lavorando da tempo per essere pronti al passaggio all'Euro: in Eurolandia (termine di fantasia col quale si definisce l'area geografica composta dai Paesi adottanti l'Euro) verranno messe in circolazione circa 45 miliardi di monete e 13 miliardi di banconote. La distribuzione della nuova divisa europea avverrà quasi contemporaneamente nei dodici Paesi, secondo modalità differenti. A settembre la Banca d'Italia comincerà a rifornire di monete euro i ventiseimila sportelli bancari ed i quattordicimila uffici postali. Le banconote saranno, invece custodite nel caveau delle filiali della Banca d'Italia fino al mese di novembre.
Negli ultimi giorni di dicembre, le banche e gli uffici postali cominceranno a mettere a disposizione del pubblico prima le euromonete metalliche e poi le eurobanconote, che, dal Capodanno e fino al 28 febbraio 2002 (come già detto), circoleranno assieme a quelle in lire. Il giorno dopo la lira andrà in pensione definitivamente, perché non potrà più essere accettata come mezzo di pagamento né in Italia, né negli altri Stati.
Subito dopo saranno avviate le operazioni di ritiro della lira (così come di tutte le divise nazionali di Eurolandia): i biglietti di banca saranno depositati presso le filiali della Banca d'Italia, che provvederà a mandarli al macero, mentre le monete metalliche verranno raccolte in siti provinciali per essere distrutte. Banconote e monete metalliche in lire potranno, comunque, essere convertite in euro, quindi soltanto cambiate, entro dieci anni, ossia non oltre il 1° marzo 2012, presso gli sportelli della Banca d'Italia.

Giorgio Vagaggini



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