Terminata l'estate, come sempre avviene in questo periodo, si tirano le somme della stagione appena conclusa e si fanno le più svariate scommesse sull'entità della solita stangata che si dovrà sopportare nella fase iniziale dell'autunno. Rincari delle tariffe della luce, del gas, del telefono per non escludere quelli relativi all'abbigliamento ma soprattutto all'alimentazione, con le croniche divergenze sul tasso di inflazione tra l'Istituto Centrale di Statistica e le associazioni dei consumatori dando la sensazione che sulla pelle di cittadini debba pesare il costo delle vacanze effettuate dagli operatori dei vari settori. Una pressione maggiore si avverte qualora a subirne le conseguenze sono i pensionati che nella stragrande maggioranza sono percettori di pensioni poco dignitose.
A questo quadro poco consolante, quest'anno si è accentuato un elemento che merita una particolare attenzione: lo stato di abbandono in cui si sentono gli anziani d'Italia.
Aver superato la soglia dei sessanta anni è diventato un problema serio in questa società, a dir la verità poco attenta ed attrezzata per rendere dignitoso questo particolare ma importante momento della vita.
Gli anziani italiani sono i più soli d'Europa, una considerazione che dovrebbe fare arrossire di vergogna tutti coloro che, ai vari livelli, rivestono impegni istituzionali e non solo.
Pensionati che principalmente per motivi economici vivono il loro destino ai margini di una società troppo distratta ed incurante delle esigenze che questi anziani richiedono.
Crudeltà, insensibilità e scarso affetto sono le continue lamentele di questo popolo che vive nel silenzio, nel dimenticatoio anche dei propri parenti, dei figli.
Una società che non sa apprezzare il valore e l'esperienza dell'anziano, ma al contrario nega quell'assistenza sociale necessaria per limitare la mancanza di tutela nei momenti di particolare abbandono.
E non può essere di consolazione la presenza della televisione, unica compagna nei momenti peggiori, a sostituire gli affetti familiari che dovrebbero accompagnare e vitalizzare l'esistenza di ogni persona umana. Né tanto meno il ricovero forzato in qualche struttura ospedaliera, per consentire la vacanza dei propri congiunti, può sopperire alla necessità di assistenza continua che ognuno richiede.
Abbandonati quando è ora di andare in vacanza, quando richiedono un minimo di divertimento solo perché non "hanno l'età".
L'abbandono e la solitudine uccidono. Questa purtroppo è l'analisi che emerge da questa drammatica situazione. E se non uccide, comunque fa pensare di "togliersi di mezzo" pregando Dio tutte le sere che questo avvenga al più presto.
Tutte queste considerazioni non fanno altro che confermare che, nel nostro paese, esiste seriamente una emergenza terza età.
L'estate non può e non deve essere una maledizione per tutti coloro che vivono senza l'affetto dei propri cari.
E non potrà mai essere una telefonata al telefono amico a sopperire alla continua e doverosa richiesta di solidarietà che ogni anziano richiede per rendere diversa un'estate di abbandono e solitudine.

Giuseppe torrente

venendo incontro alle esigenze degli associati della regione Sardegna, si sono svolte nello scorso mese di giugno varie assemblee che hanno toccato, tra le altre, le località di Cagliari, Siliqua ed Oristano.
il Segretario Regionale rispondendo a tutti iquesiti posti dai pensionati, ha ampiamente esposto tutte le problematiche che stanno attualmente impegnando il S.A.PENS. e che richiedono il coinvolgimento e la partecipazione anche della Segreteria Regionale neo eletta. L'impegnodi un ritorno sull'isola da parte dei componenti la Segreteria Generale è un atto dovuto nonchè la conseguenza della continua richiesta dei pensionati sardi che sempre maggiormente sentono la necessità e l'utilità dell'associazionismo nel Sindacato Autonomo libero ed indipendente.

La Segreteria Generale


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