Sistematicamente ogni anno, negli ultimi giorni che precedono la chiusura estiva delle Camere, i cosiddetti rappresentanti del Popolo, detti anche parlamentari, approvano disposizioni di legge che hanno soprattutto lo scopo di intrattenere i villeggianti sotto gli ombrelloni.
Questa volta è toccato al Senato trattare ed approvare definitivamente l'atto n° 1601 in data 25 luglio scorso.
Su iniziativa parlamentare dell'On. Giovanni Deodato ed altri firmatari, sono diventate Legge dello Stato le nuove disposizioni in materia di rimborsi elettorali, con tanto di arretrato per le consultazioni svoltesi nell'anno 2001 ed oneri derivanti dall'attuazione della Legge stessa pari a 125.328.611,98 € per l'anno 2002, a 125.089.621,44 € per l'anno 2003 e a 153.089.621,44 € a decorrere dall'anno 2004.
In barba al referendum svolto il 18 aprile 1993 in cui il 93% degli elettori votò sì alla abrogazione parziale del finanziamento, il nuovo testo riconosce il diritto anche ai quei partiti che non superano la soglia del 4% o che hanno almeno un parlamentare. Il contributo passa inoltre dalle attuali 4.000 lire alle 5 € ( circa 10.000 lire ) a legislatura.
Pochi partiti si sono opposti con il voto contrario a questo nuovo provvedimento, a parte qualche sciopero della fame subito rientrato; per la maggior parte, opposizione e maggioranza sono stati d'accordo sull'aumento deliberato. Tanto d'accordo da consentire la legislativa in 1° Commissione alla Camera, scavalcando così l'Aula. Tutti d'accordo nel dichiarare che le risorse sono indispensabili e servono alla democrazia.
E' utile ricordarci che il provvedimento in questione segue di pochi giorni l'aumento del 40% circa riconosciuto ai Gruppi del Senato dovuto al decremento inflazionistico ed all'adeguamento del livello dei finanziamenti riconosciuti alla Camera.
Il Consiglio di Presidenza, massimo organo di gestione del Senato, ha anche approvato all'unanimità (e non poteva essere diversamente) l'aumento che i senatori devono destinare ai collaboratori, i cosiddetti portaborse. Poco da dire su quanto fin qui esposto, molto da dire invece se andiamo a confrontare l'iter parlamentare di questo provvedimento con quello relativo al trattamento di quiescenza del personale F.S. (triennalità). Nel corso della seduta del 9 luglio scorso, all'ordine del giorno dei lavori della V Commissione della Camera (Bilancio) erano iscritti questi due provvedimenti.
Due provvedimenti, due pareri diversi.
Parere favorevole per i rimborsi elettorali, richiesta di relazione tecnica al Governo e rinvio seguito dell'esame ad altra seduta per la triennalità.
Tutto questo quando per quest'ultima problematica esiste, come è a tutti noto, specifico stanziamento di copertura, mentre per i rimborsi elettorali, in mancanza di copertura, il Ministro dell'economia e delle finanze è stato autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni al bilancio triennale 2002-2004 nell'ambito dell'unità revisionale di parte corrente fondo speciale dello stato di previsione del proprio ministero. In pratica dirottare sulla nuova Legge somme già stanziate per altri provvedimenti.
I pensionati ferrovieri ritengono che la pazienza abbia un limite e che il limite di sopportazione stia per essere superato.
Il Parlamento sia maggiormente responsabile delle proprie azioni ed approvi immediatamente la Legge tanto sospirata sulla vigenza triennale dei contratti di lavoro.

Segreteria Generale



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