CIVITA DI BAGNOREGIO

"L'antico borgo è condannato. Pochi anni ancora... poi la fine è sicura... appollaiato sul Tufo, circondato da tutte le parti solo dall'aria... E' più miracolato che cosa vera, più leggenda che realtà... Questo diceva Bonaventura Tecchi al quale questo borgo ha dato i natali e che l'aveva denominata la città che muore.
Civita di Bagnoregio si trova sulla cima di un colle (443 m s.l.m.) tra le vallate formate da due torrenti in un isolamento quasi irreale e collegato alla civiltà del comune di Bagnoregio da un ponte solo pedonale di circa 300 metri costruito nel 1965 sulla demolizione di quello del 1920.
Il susseguirsi di terremoti sin dal 280 a.C. e poi nel 1297, nel 1349, nel 1560 quando ci furono danni fortissimi che peggiorarono ulteriormente con quello del 6 Giugno 1695, quando ci furono decine di vittime e la strada che univa Civita a Bagnoregio fu interrotta e la maggior parte delle case precipitavano nelle vallate sottostanti.
Data la particolare conformazione del terreno costituito principalmente da tufo, Civita continuò a crollare finché, nel 1809 fu stabilito che tutti gli abitanti fossero trasferiti a Bagnoregio.
Oggi gli abitanti di Civita sono una decina se non si considerano gli stranieri, alcuni molto illustri che hanno acquistato le vecchie case ristrutturando solo gli interni e lasciando l'esterno intatto per non rovinare l'estetica del borgo rimasto tale e quale ai tempi delle loro costruzioni.
Al termine del ponte si accede alla piazzetta ed alle brevi vie di Civita attraverso la porta di Santa Maria, un arco ad ogiva con due leoni ai lati e la caratteristica trifora con un'aquila ad ali spiegate al centro; è tutto ciò che rimane dell'antico castello sorto nel secolo XI su preesistenti fortificazioni etrusco romane. Appena sotto la porta si ha l'impressione di essere arrivati in un paese senza gente ed indietro di mille anni. La strada è un lastricato costituito da pietre irregolari e consumato dagli anni sin dagli Etruschi e poi dai Romani e conduce in Piazza San Donato dove la facciata del Duomo, il campanile, il palazzo dell'ex comune con la loggia e la sua torre dimezzata costituiscono la cornice di questo piccolo anfiteatro medio rinascimentale dove il sagrato ed i sedili che lo circondano ne sono gli spalti.
La piazza abbraccia varie epoche, tra cui quella etrusca meno visibile se non si conosce la disciplina etrusca che regolava la fondazione di una città. Il sottosuolo di Civita è solcato da vari cunicoli che partendo dal centro della piazza collegano le zone rupestri periferiche dove sono state ritrovate tombe di varie epoche.
Vi sono anche testimonianze di architettura romana e medioevale tra le quali il palazzetto del Comune antistante la chiesa e la torre campanaria alta 28 metri che ha subito gravi danni dai terremoti. La costruzione più grandiosa su un lato della piazza è il rinascimentale palazzo dei Mazzocchi - Alemanni. Il Duomo, già cattedrale, è il monumento più significativo della cittadina ed anche questo ha subito gravi danni che oggi alcuni restauratori stanno cercando di riparare togliendo l'intonaco e riportando alla luce antichi affreschi.
Sul lato destro, all'interno del Duomo possiamo ammirare un crocifisso, della scuola di Donatello, (secolo XV) su due tronchi a croce capolavoro della chiesa di Civita.
Una tradizione dice che l'artista si sia lasciato tagliare le mani per non ripetere una simile opera. E' un crocifisso per il quale gli abitanti del luogo e dei paesi circostanti hanno una grande devozione ed ha la proprietà di avere sul volto tre diverse espressioni, guardandolo da tre angolazioni.
In occasione del venerdì santo questo crocifisso viene portato in processione con lungo corteo di uomini e donne con vestiti d'epoca che fanno rivivere il calvario, il sepolcro ed il trionfo del Cristo.
E' una ricorrenza che attira gente da ogni parte. Civita è costante meta di turisti sia nazionali che internazionali che oltre ad ammirare questo straordinario paese possono sostare alla fine della via principale per ammirare lo stupendo scen
ario dei "ponticelli", enormi muraglioni naturali in argilla, ultima traccia di un processo erosivo iniziato migliaia di anni fa e non ancora cessato.
Oggi il turista può tr
ovare anche
un'ottima ristorazione con
piatti tipici in una
trattoria all'int
erno
dell'antico borgo e
la possibilità di
visitare Orvieto (20
km), Montefiascone
(15km) e Bolsena
con il suo lago
(14km).

Rosa Rossi



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