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Pensioni? CONVEGNO |
| Il12 ottobre 2001, si è svolto a Roma un importante convegno dal titolo Pensioni? sì, no, forse, promosso da alcune sigle sindacali autonome tra cui l’Or.s.a. ed il S.A.PENS. Lo scopo dell’iniziativa era quello di analizzare lo scenario futuro delle pensioni nel nostro paese. Nutrita la partecipazione dei lavoratori e dei pensionati, nonché la presenza di esponenti tecnici e politici. Riportiamo di seguito l’intervento del Segretario Generale del S.A.PENS. Giuseppe Torrente ed il documento conclusivo della manifestazione. | ![]() |
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Convegno
Pensioni? Sì, No, Forse…. Quando nel lontano 1992, il Signor Giuliano
Amato, con il suo famoso Decreto, decise di intervenire, seppur marginalmente,
nel sistema previdenziale italiano, tutti noi avevamo bene in mente, il pericolo di
una tale iniziativa e l’instaurarsi di una azione irreversibile. “al
lavoratore italiano spetta il carico del costo della previdenza, al cittadino
italiano quello dell’assistenza”
In conclusione di questo nostro intervento, crediamo che la verifica sullo
stato della previdenza, introdotto dalla Legge 335/95 vada fatta tenendo
conto di tutti i fattori cosiddetti sociali e dei risparmi fin qui conseguiti.
Su di una cosa crediamo che non vi possono essere dubbi: i pensionati
non hanno avuto favori di sorte e certamente non sono la rovina dello
Stato Italiano.
Ed ancora:
a pagare non deve sempre essere Pantalone.
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Documento
finale
Il dibattito ha evidenziato una severa critica all’attuale sistema previdenziale
pubblico poiché:
- a seguito degli interventi effettuati dai Governi Amato, Dini e Prodi rispettivamente nel ‘92, nel ‘95 e nel ’97, non permette più l’erogazione di una pensione dignitosa essendo l’attuale rapporto retribuzione/pensione ridotto al 54% e destinato peraltro a peggiorare nel tempo; - rompe il legame di solidarietà generazionale. Il passaggio dal retributivo al contributivo per i lavoratori infatti ha come prima conseguenza la decurtazione dei rendimenti a parità di versamenti e di vita lavorativa. Il passaggio al contributivo è ancora meno equa per i giovani, per i quali, con la quasi scomparsa del posto fisso e cioè di rapporto di lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato, si prepara un futuro pensionistico assolutamente incerto, se non del tutto inesistente, considerato inoltre che non è stato prevista alcuna forma di sostegno economico per i periodi di disoccupazione tra un lavoro e l’altro, né la copertura degli stessi con contributi figurativi; - costringe di fatto i lavoratori ad aderire ai fondi pensionistici complementari, ossia alla previdenza privata, il cui rendimento è affidato alla volatilità del mercato borsistico, affidando all’altalena speculativa quote di salario, il TFR, con la conseguenza pratica di sostituire gran parte della previdenza pubblica dal rendimento garantito con quella complementare dal rendimento a rischio. Premesso
-
che tutti gli interventi si sono espressi negativamente sui contenuti
della Legge Finanziaria 2001 che prevede l’utilizzo della delega al
Governo in materia di riforma pensionistica se entro il 15 novembre
prossimo non si sarà trovato l’accordo con le parti sociali come pure
sui contenuti del Libro Bianco sul Welfare presentato dal Ministro Maroni,
cheprevede l’estensione del contributivo a tutti i lavoratori;
Considerato
- che la spesa sociale, nella quale è calcolata l’intero ammontare della
spesa pensionistica, rispetto al PIL è di 4 punti % inferiore alla media
europea e che in essa vengono compresi del tutto arbitrariamente 1,5
punti % riferiti al TFR e altre spese di natura non previdenziale;
- che il bilancio dell’INPS è gravato da competenze improprie quali tutto il capitolo relativo all’assistenza dietro cui si nascondono anche interventi di sostegno alle imprese come sgravi e fiscalizzazione degli oneri sociali, che andrebbero quantomeno iscritti alla fiscalità generale; - che, al netto delle trattenute fiscali operate sulle pensioni pari al 2% del PIL, il bilancio dell’intero sistema pensionistico pubblico sarebbe in attivo; - che il 69,1% delle aziende sottoposte ad ispezione sono risultate irregolari per elusione ed evasione contributiva; le
sottoscritte organizzazioni sindacali autonome e di base
ritengono che sul terreno del Welfare e del sistema pensionistico pubblico
in particolare Le sottoscritte organizzazioni sindacali autonome e di Base ritengono di dover chiedere un incontro su questi temi al Governo e alle Commissioni Lavoro della Camera e del Senato. |