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La
Via del sale Riflettendo sulla con-figurazione geografica - fisica della
nostra penisola, quella che qualcuno aveva definito una portaerei nel
mediterraneo e accingersi a parlare della via del sale è quantomeno avventuroso.
Isola comprese ci sono 7.600 km di coste (7564,4), quindi il mare è lì,
e da quando l'uomo si è reso conto di poter utilizzare quella gradevole
e strana polvere granulosa e bianca, che si trova a volte tra il mare
e la terra, è passato velocemente alla possibilità di far evaporare l'acqua
di mare, figuriamoci quanti fuocherelli risono accesi lungo le coste,
quanti baratti, tra sale (subito salito di valutazione) e altri prodotti
di quei cavernicoli della montagna e dell'entroterra. Quindi le vie del
sale saranno state millanta. Ancora ai giorni nostri soffermandoci a leggere
e ricercare alquanto nella storia delle nostre regioni, troveremo interessanti
tracce del sale, che dal mare saliva alla montagna. La più importante,
perlomeno la più blasonata è senza dubbio la Via Salaria. Antecedente
al IV secolo A.C. che dalla porta, appunto Salaria di Roma successiva
alla strada e sita alle mura Aureliane, attraverso tutta la Sabina andava
a terminare al Castrum - Trentino (Porto Ascoli). Non era certamente una
divertente passeggiata specie dopo Lisciano ancora oggi tutta curve.
Poi cominciava a salire per andare a trastullarsi nelle gole del Terminillo
(1600/2000 m.) con i mezzi di allora, a trazione animale, ad imprecazione
umana, pioggia, sole, neve e varie ostilità. Così funzionava l'antenata
delle vie del sale. Volevo però soffermarmi, per ragioni culturali, escursionistiche,
alpinistiche ed affettive a parlare di una particolare via del sale.
La ritengo degna di attenzione per motivi storici, ma soprattutto, per
quella sensazione o sentimento di considerazione e rispetto del passato,
che non vuole essere un pianto romantico dei tempi andati ma, vuole anzi
essere un atto di riguardo e di considerazione per gli uomini di quel
mondo che con i mezzi (molto pochi, mani, piedi, spalle e forza come e
insieme a bestie da lavoro) costruirono man mano i gradini della nostra
evoluzione e civiltà. La via del sale della Val Roja (approssimativamente
confine Italo/Francese) o del Colle di Tenda. Quella via l'hanno percorsa
tutti, dagli ignoti liguri delle caverne, a quelli dopo, che per distinzione
degli studiosi chiameremo Intesegli (dal nome latino di Ventimiglia -
Intemelium), poi giunse l'età romana e crescendo l'importanza di tale
tracciato naturale, volarono le prime legnate. Quella strada era "aperta
a tutti" per un lungo periodo dell'anno.
I carichi del sale partivano dalla saline del Nizzardo, arrivavano in
Piemonte e oltre sino alla zona del pavese. Man mano che il sale assumeva
sempre più importanza nelle c.crescenti utilizzazioni: conservazione dei
cibi, trattamento delle pelli, presunta medicina popolare etc., appena
il potere si rese conto di ciò (Contea di Ventimiglia prima e Contea di
Tenda poi) arrivarono le gabelle e i pedaggi. Tutto ciò permise alla Contea
di Tenda di prosperare per tre secoli. Ad un certo punto arrivarono i
Savoia che nella seconda metà del 1500 si impossessarono della Contea
di Tenda. Carlo Emanuele I , che non era certo uno che dormisse, fine
1500, ordinò tutta la riorganizzazione delle procedure del percorso della
via del sale, larghezza minima 1,5 metri. Saltarono le rocce con grande
impiego di polvere da sparo. Arrivò Vittorio Amedeo III (1780), constatata
la grande importanza del percorso, rimette mano ai lavori e, nel 1788
il Regno di Sardegna ha la sua strada, oramai non più via del sale, transitabile
anche ai carri. Si calcola per che per questo commercio fossero utilizzati
dagli 8000 ai 100 muli nell'intera stagione. La storia prosegue inesorabile
e con essa l'evoluzione e la civiltà; quella preziosa polvere granulosa
e bianca arriva per ogni dove, la penetrazione commerciale del sale raggiunge
Ginevra. Questa in concentrata sintesi a grandi linee è la storia di quei
sentieri, vie e strade, ove è transitato nel tempo il cloruro di sodio.
Scambio, moneta, potere, lotte, la politica, l'importanza, l'utilità e
anche un po' di blasone. Lontano oltre il deserto e in certe oscure cave
occhieggia il salgemma. Tutto ciò per sentirsi dire poi, da uno di quei
medici tutto computer e poca diagnosi …non esageri con il sale lei… potrebbe
danneggiare le arterie. C'è da restare di sale. Pier Luigi Villa
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