L'isola di Minorca:
natura storia e tradizioni

L'isola di Minorca: natura, storia e tradizioni. Nel cuore del Mediterraneo, vi è un'isola dove il tempo ha rallentato il suo corso e la natura incontaminata, offre ai visitatori paesaggi differenti che fanno da cornice ai numerosi resti archeologici e monumenti storici. L'isola spagnola di Minorca, si trova nell'arcipelago delle isole Baleari, dichiarata nel 1993 dall'UNESCO Riserva della Biosfera per la ricchezza del patrimonio naturale e storico. Meta preferita per le persone che amano trascorrere una vacanza all'insegna della tranquillità, l'isola offre ai suoi ospiti molteplici opportunità di visita utilizzando, per le proprie escursioni, il cavallo, la bicicletta, la barca. Per quanti decideranno di recarsi sull'isola, nel mese di settembre, potranno assistere agli spettacoli folcloristici e tradizionali che si terranno tutti gli anni nella settimana dal 6 al 9 settembre. Nella città di Mahòn, capoluogo dell'isola, in quel periodo è organizzata la "Festes de Gracia" una rassegna di feste popolari che ancor oggi testimoniano la ricchezza custodita dalla storia e dalle tradizioni. Il ciclo di feste ha come elemento centrale il cavallo, intorno a questo nobile animale, decine di migliaia di persone balla, accompagnati dal ritmo della musica caratteristico di questa festa. Il cavallo di razza spagnola fin dalle origini, ha suscitato ammirazione per l'intelligenza, la bellezza e la nobiltà. La celebrazione di "Sant Joan", considerata la più antica che si ricorda, è descritta in alcuni manoscritti che risalgono al lontano Medio Evo, oggi custoditi presso il museo di Mahòn. Esiste un riservato rituale da rispettare, perché la festa mantenga la sua originaria consuetudine, potendo così rievocare il ricordo della tradizione passata facendo rivivere al pubblico emozioni incomparabili. Il cavaliere, in alcuni casi la cavallerizza, mantiene un protagonismo esclusivo, visto che non tutti possono montare il cavallo e compiere questo genere d'evoluzioni. E' un antico segreto, tramandato a voce, di generazione in generazione, di cui solo i nobili cavallerizzi entrano in possesso. In piedi su due zampe, il cavallo con l'aiuto della folla che lo sostiene, passa attraverso la piazza con il suo fantino tra gli applausi e le grida del pubblico presente.
Sono momenti straordinari, essere lì tra la gente che sembra catturata da una follia collettiva, i cavalli impennano e tutti intorno all'animale sostengono la sua breve corsa. La musica forte, il ritmo inebriante coinvolge una moltitudine di persone unite da una comune rievocazione della storia di quest'isola, ricchezza inestimabile d'antica cultura. Il vento di tramontana, freddo e secco soffia veloce contro il viso, rimarrà nella memoria il ricordo di quei giorni brevi ma intensi, guardando al Mediterraneo la linea del tramonto, dove cielo e mare s'uniscono.

Graziano Badolato



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