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Aggancio
delle Pensioni alle Retribuzioni
In
data 05 novembre u.s., l'On. Publio Fiore, Vice Presidente della Camera
dei Deputati ha rivolto una interpellanza alla Presidenza del Consiglio
ed al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla problematica
che da anni il S.A.PENS. porta avanti con determinazione. Riportiamo
di seguito il testo dell'interpellanza classificata con atto n° 2/00123.
"Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio
dei Ministri, il Ministro del lavoro
e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
- è noto che un lavoratore posto in quiescenza in data odierna
percepisce un trattamento economico di circa il 50 per
cento superiore a quello di un lavoratore di pari anzianità di servizio
e pari qualifica funzionale andato in pensione 10 anni fa;
-
tale incostituzionale diversità di trattamento pensionistico viene determinata
dai seguenti fattori:
a) le pensioni perdono ogni anno il 2 per cento del loro
potere di acquisto per erosione inflattiva;
b) ai lavoratori posti in quiescenza
non vengono estesi i miglioramenti retributivi attribuiti ai lavoratori
in servizio come conseguenza delle contrattazioni nazionali e aziendali
che apportano ogni anno miglioramenti economici di circa il 3 per cento
del potere di acquisto, questi fattori determinano una notevole divaricazione
tra pensioni concesse in anni diversi, valutabile intorno al 5 per cento
annuo (50 per cento in dieci anni), divaricazione destinata ad allargarsi
sempre più se non si adotteranno opportuni sistemi dinamici di adeguamento
annuale delle pensioni stesse, con la conseguenza che tra qualche
anno ci troveremo la popolazione più anziana sempre più confinata alle
soglie della sopravvivenza, proprio nel periodo della vita nel quale
maggiori sono le esigenze di assistenza e di cure;
- tale situazione è in evidente violazione degli articoli
12 e 13 della Carta Sociale Europea, sottoscritta a Strasburgo il 3
maggio 1996; degli articoli 2, 3, 136, 137 e 141 del trattato istitutivo
della Comunità Europea del 25 marzo 1957, del trattato di Maastricht
e del trattato
di Amsterdam del 2 ottobre 1997;
- tale situazione contrasta inoltre con la giurisprudenza
della Corte di Giustizia della Comunità Europea (sentenza 11 marzo 1981
nella causa 69/80 e sentenza 22 dicembre 1993 nella causa 152/91), nonché
con la giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenza delle Sezioni
Unite dell'1 febbraio 1997, n.974);
- la medesima situazione esposta contrasta, infine, con gli
articoli 3 e 36 della Costituzione, che dispongono la pari dignità tra
tutti i cittadini (principio di eguaglianza) e riconoscono il diritto
ad un trattamento economico (retribuzione e pensione) sufficiente ad
assicurare agli aventi diritto e alle loro famiglie una esistenza libera
e dignitosa;
- pertanto l'aggancio delle pensioni alle retribuzioni costituisce
una esigenza morale, sociale, giuridica e costituzionale; quali provvedimenti
intende adottare con urgenza per sanare questa vergognosa situazione
di ingiustizia e di disparità di trattamento."
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