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Gli
Inglesi si sono coccolati l'India per quasi un secolo (1858-1947), tralasciando
di considerare il periodo della Compagnia delle Indie.
Non furono rose e fiori né anni sempre felici, ma a scapito dell'India
contadina e della miseria, quei volponi di Londra mediante ottime scuole
e università si prepararono un'élite-Indiana, molto utile
e inizialmente anglofila. In quegli atenei fiorirono cervelli Indiani,
Anglo Indiani ecc. Nacque lì la forza culturale del Nazionalismo
Indiano.
Questo era il paese: una specie di pentola bollente che ogni tanto sbottava
con relativi massacri e comunque portando alla ribalta meteore o stelle
che si chiamavano Gandhi - Nehru - Indira Gandhi ecc. oltre a poeti e
scienziati di fama mondiale.
Questa piccola premessa per inquadrare l'importanza di quella terra e
due tipi particolari di uomini che vi nacquero. Si possono così
suddividere, gli Inglesi d'India e gli Anglo Indiani che per molto tempo
furono la spina dorsale di quel paese.
Nella lontana Rongpur (India) il 5 marzo del 1879 nasceva William Henry
Beveridge of Tuggal, appunto Inglese d'India, cervello di prima scelta,
scrittore di ragguardevole produzione rivelandosi sin dai primi lavori
particolarmente portato per gli studi di economia. A Londra, naturalmente,
non impiegarono molto tempo per accorgersi di che calibro fosse il giovane
Beveridge, il quale benché allevato (periodo Indiano) in un coacervo
di religioni non manifestò mai particolare attenzione a tali problemi.
Molto attento nelle frequentazioni politiche e culturali, seguì
accuratamente quanto di meglio offriva la città di Londra dei bei
tempi.
Allora l'ambiente politico-liberale della capitale era di notevole peso,
W. Beveridge vi conobbe e frequentò J. M. Keynes, altro economista
di notevole valore e caposcuola. Le malelingue dicono che con la paterna
benedizione di Keynes, W. Beveridge ebbe la nomina a Direttore della prestigiosa
Scuola Londinese di Economia dal 1919-37. Non credo proprio che vi fosse
bisogno di benedizioni, William B. era un cavallo di razza che sapeva
fare la sua gara.
Nel frattempo
la crisi economica del 1929-30 aveva lasciato profonde sacche di povertà
in tutto il mondo, nei paesi più industrializzati in particolar
modo in America, Inghilterra e Germania.
Si comincia a parlare di politiche sociali. I sistemi allora vigenti erano
troppo stretti e non più sufficienti. In Germania il Cancelliere
Bismarck nel 1891, nell'intento di frenare il malumore della gente, realizzò
un sistema assicurativo posto a protezione del lavoratore con la relativa
famiglia, dai danni derivanti dalle malattie, invalidità e disoccupazione
ma il meccanismo aveva lo svantaggio di essere in mano alle interpretazioni
Assicurative. Anche il sistema Americano era ed è tuttora basato
sull'interpretazione delle Assicurazioni con tutti i difetti propri specialmente
in campo sanitario.
Continuando rapidamente la panoramica sui vari congegni di protezione.
Verso il 1920 la Svezia getta le basi del suo "sistema" che
nel tempo diventerà così funzionante e protettivo da sollevare
critiche da coloro che lo ritengono perfino eccessivo.
Segue poi quello che i tecnici chiamano il modello dell'Europa Meridionale.
Dal punto di vista italiano corrente questo concetto di "meridionali"
poi mi ha fatto sempre ridere, come mai Genova è considerata una
città del nord e Marsiglia che è più a nord è
considerata in Francia una città meridionale? Si potrebbe osservare
che ovunque esiste un nord e un sud. Anche la Norvegia ha il suo Nord
(anzi Capo Nord!) e allora quelli di Oslo sono polentoni o terroni?
Ma non divaghiamo e parliamo del sistema Italiano a cui si sono ispirati
anche con lievi variazioni Spagna, Grecia e Portogallo.
Si distingue dagli altri per un'importanza concettuale alquanto diversa.
Protezione dell'impiego del capo famiglia, impedimenti ai licenziamenti,
scarso interesse alle assicurazioni e ammortizzatori sociali in difesa
della famiglia. La protezione sanitaria prima suddivisa in grandi categorie,
poi unificata comunque ancora costosissima.
Finalmente la grande svolta moderna, basata su studi ad altissimo livello,
avviene quando nel 1941 il Governo Inglese nomina un comitato presieduto
da W. H. Beveridge per effettuare un'indagine sullo stato delle cose in
tema di Assistenza Sociale, nel paese ove la classe operaia aveva sofferto
moltissimo la pesantezza dell'industrializzazione, le guerre e la rigidità
delle caste; val la pena rammentare l'episodio del giovane re Edoardo
(quello che rinunciò al trono per amore) in visita ad un quartiere
operaio… sbottò dicendo… "bisogna fare qualcosa"…
Il Governo si adombrò… ma poi si diedero da fare. Ne consegue che
nel 1942 W. H. Beveridge presentò il famoso "Rapporto B"
ove si suggerivano una serie di provvedimenti e misure atti a proteggere
i cittadini dalla miseria e rischi del nostro tempo e lavoro. Seguì
poi (1943) una raccolta di studi e saggi dell'autore "The pillar
of security".
Su quelle basi nacque il Welfare State Britannico che fu assunto e approvato
dal Governo Laburista del secondo dopoguerra e che decretò "Il
National Health Service".
Ne convengo bisognerebbe fare cenno ai precedenti storici lontani, il
"Pool Laws" di Elisabetta I (1500-1600) ed in altri stati più
avanzati (nel '700) anche alle varie modalità d'intervento sulle
necessità molteplici delle classi meno abbienti, dalle varie, dittature,
vissute nella prima e seconda metà del novecento. Ma, per ora limitiamoci
a questo.
Tiro le somme dicendo che è doveroso pensare all'importanza storica,
sociale, culturale e di avvio moderno del lavoro di W. H. Beveridge.
Tutti, poi, chi più chi meno si sono ispirati scopiazzando, combinando
pasticci, esagerazioni, errori, ministeri, ecc.. Le colpe sono molte e
di tutti, non certo del "Rapporto B" (Report on Social Insurance
and Allied Service). La base era ottima e limpide le intenzioni, le cose
si sono guastate crescendo.
Comunque grazie… Sir William.
Pier
Luigi Villa
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