Documento conclusivo dei lavori
del Consiglio Generale


Roma 4/5 Dicembre 2002

In apertura dei lavori il Consiglio Nazionale dell'OrSA, venuto a conoscenza del grave incidente ferroviario accaduto nei pressi della Stazione di Noci, esprime il profondo cordoglio per le famiglie delle vittime e il proprio augurio per la pronta guarigione dei colleghi feriti.
Il ripetersi di gravi incidenti nelle Ferrovie ripropone con forza il tema della sicurezza, così come più volte denunciato dall'OrSA, ed impone la celere definizione di una vera clausola sociale che accompagni i processi di privatizzazione e liberalizzazione del mercato, da noi non condiviso, allo scopo di tutelare i lavoratori.
La qualità del servizio in un mercato ferroviario fondato su regole impositive e valide per tutti i soggetti è l'elemento cardine per evitare una deregulation fondata solo sul recupero del costo del lavoro e su una concorrenzialità legata unicamente da uno sfruttamento delle prestazioni lavorative degli addetti.
Sono anche questi gli elementi che determinano un progressivo scadimento dei livelli di sicurezza aumentando esponenzialmente i rischi di disastri ferroviari, come insegnano altre esperienze europee, prime fra tutte quelle anglosassoni.
L'assenza di questa clausola ha responsabilità precise ed individuabili nell'assenteismo del Governo ed in particolare del Ministro dei Trasporti che sfugge scientemente agli impegni ripetutamente assunti con il Sindacato. Gli unici segni di attività del Ministro sul fronte ferroviario si concretizzano nelle limitazioni del diritto di sciopero e nei pretestuosi differimenti delle azioni di lotta indette nella piena osservanza di leggi che il Ministro sembra non rispettare, in tal senso l'Or.S.A. ha già presentato ricorso nelle sedi competenti.
Questi atteggiamenti di indifferenza, se non di fastidio, nei confronti delle rivendicazioni dei ferrovieri che pretendono un rinnovo del contratto dopo 5 anni di moratoria salariale, consentono alla controparte confindustriale di continuare nella sua melina e nella sua aggressiva politica di smantellamento dei diritti e delle conquiste dei ferrovieri.
Infatti, il riproporre un allungamento inaccettabile dell'orario di lavoro a 38 ore settimanali, la riduzione dei salari e la diminuzione delle tutele normative e regolamentari (che vengono praticamente annullate per l'Area Quadri), sono atteggiamenti strumentali a creare le condizioni perché i ferrovieri subiscano un contratto a perdere o perché sia il mercato, sempre più aggressivo, a marginalizzarli sostituendoli con lavoratori assunti con contratti diversi e meno onerosi per le Imprese.
Segnali inquietanti, in tal senso, sono già emersi nella progressiva e strisciante esternalizzazione di attività (soprattutto nella manutenzione rotabili e infrastrutture), nella perdita di fette sempre più importanti di trasporto merci, nella creazione di Società ad hoc per trasferire quote di mercato (vedi società passaggi o consociate di FS nella Cargo).
Il Consiglio ha unanimemente espresso la necessità di intensificare e diversificare le iniziative sindacali mobilitando tutti i ferrovieri e portando la vertenza nelle istituzioni e nei partiti. Ha quindi deciso di indire una manifestazione nazionale con un sit-in davanti al Ministero dei Trasporti, un'assemblea nazionale aperta alle altre Organizzazioni Sindacali e alle RSU di ogni estrazione, nonché una richiesta di incontro con tutte le forze politiche affinché esprimano - formalmente e pubblicamente - la loro opinione sui tempi ed i modi di una privatizzazione ferroviaria sulla quale gravano seri rischi di dumping sociale come già avvenuto nel settore degli appalti.
Per questo comparto il Consiglio esprime la necessità di una forte iniziativa nazionale che contrasti i provvedimenti repressivi messi in atto dalla Magistratura con gli avvisi di garanzia nei confronti dei lavoratori che hanno partecipato alle manifestazioni di protesta a difesa del proprio posto di lavoro.
Impegna, quindi, la Segreteria Generale ad attivare tutte le iniziative legali necessarie.
Il Consiglio esprime, altresì, vivo apprezzamento per le iniziative già intraprese dalla Segreteria per un coinvolgimento fattivo di altre Organizzazioni Sindacali europee che si concretizzeranno con una riunione internazionale a Roma a cui parteciperanno - tra gli altri - i Sindacati Sud - Rail (Francia), CGT (Spagna) e RMT (Gran Bretagna). In questo contesto si decideranno le iniziative più opportune per fronteggiare i processi di liberalizzazione, le restrizioni al diritto di sciopero. Su questi temi sarà decisa una prima azione di lotta in ambito europeo.
Sul fronte organizzativo il Consiglio, ratificando la costituzione del Dipartimento Pensionati dell'OrSA, ha dato ulteriore impulso all'attività confederale ponendo - tra l'altro - le basi per sviluppare i servizi offerti ai soci, con particolare riferimento allo sviluppo dei patronati e dell'attività di assistenza fiscale.
Il Consiglio ritiene indilazionabile una soluzione positiva della vertenza, che il SAPENS-Or.S.A. sta coraggiosamente sostenendo da anni, sulla triennalità dei contratti collettivi di lavoro da applicare anche ai colleghi in quiescenza.
Parimenti, si impone il rispetto della Legge 23/10/92 n° 421 che impegnava l'allora Governo Amato a ricercare meccanismi compensativi che consentano di agganciare le pensioni alla dinamica salariale dei lavoratori attivi.
Questa decennale inadempienza va sanata onde garantire il recupero salariale dei pensionati a salvaguardia del loro potere d'acquisto.

Sul fronte contrattuale il Consiglio Nazionale ribadisce gli obiettivi centrali della vertenza e che così si possono riassumere:

  • il recupero salariale legato all'inflazione reale del biennio 2000-2001 ed all'inflazione programmata per gli anni successivi. Tale richiesta viene ulteriormente avvalorata dalla strisciante inflazione causata dall'avvento dell'Euro;
  • la tutela dei redditi dei ferrovieri anche per i successivi rinnovi contrattuali;
  • la rivalutazione delle competenze accessorie ferme dal lontano 1992;
  • la conferma dell'orario di lavoro settimanale per tutto il comparto ferroviario;
  • la conferma delle tutele normative in atto per quanto riguarda la riutilizzazione obbligatoria del personale inidoneo, il computo per i periodi di malattia, gli aspetti legali (con la sola esclusione dei fatti legati al dolo) ed i trasferimenti.

Sono questi gli argomenti sui quali si baserà la confermata iniziativa di sciopero per il 13-14-15 dicembre prossimi, per la quale il Consiglio chiede a tutti i ferrovieri una massiccia e convinta adesione. In conclusione, il Consiglio esprime piena solidarietà alla vertenza dei lavoratori della Fiat e di tutti i lavoratori in lotta per la difesa del posto di lavoro.

La Commissione Mozione Finale:
Trevisan, Coscia, Cosentino, Palano,
Pisano, Coma, Moretti

 



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