La Legge relativa all'Esercizio Finanziario per l'anno 2004 ha avuto l'approvazione del Senato con le note polemiche che l'hanno accompagnata per tutta la durata della sua discussione sia nelle Commissioni che nell'Aula di Palazzo Madama. Polemiche che non hanno risparmiato in sede di discussione il decreto-legge 269/2003 (cosiddetto decretone) approvato con voto di fiducia al Governo. Una Legge Finanziaria definita senza equità, né razionalità dall'opposizione che con gli emendamenti proposti, e regolarmente bocciati, tendeva a introdurre, a detta della stessa, un po' più di equità ragionevole.
Il testo licenziato dal Senato contempla lo stanziamento necessario alla copertura della sospirata legge in materia di trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato.
Un provvedimento fortemente sostenuto e voluto dal S.A.PENS. malgrado le gravi difficoltà economiche in cui si trova l'Esecutivo.
Al momento di andare in stampa, la Camera dei Deputati sta ultimando l'approvazione definitiva della Legge Finanziaria e tutto lascia intendere che non vi saranno sostanziali modifiche al testo già approvato dal Senato. Prima della discussione in Aula, la Legge di Bilancio per l'anno 2004 e pluriennale per il triennio 2004-2006 ha subito l'esame, per quanto di competenza, da parte della XI Commissione Lavoro della Camera.
Il 26 novembre scorso la stessa Commissione, alla presenza del Sottosegretario Pasquale Viespoli in rappresentanza del Governo, ha concluso i suoi lavori con una relazione favorevole con osservazioni. Il dibattito si è imperniato, tra gli altri, sul testo unificato della proposta di legge già approvata alla unanimità riguardante la vigenza triennale dei contratti di lavoro.
Non ha avuto purtroppo parere favorevole l'emendamento tendente ad introdurre una previsione per la quale i giudizi pendenti alla data di entrata in vigore della legge, aventi ad oggetto l'applicabilità dei benefici previsti nell'arco di vigenza dei contratti comunque denominati, fossero dichiarati estinti d'ufficio, per cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese tra le parti e che le sentenze eseguite e non ancora passate in giudicato restassero prive di effetto non dando luogo a restituzione, rimanendo definitivamente acquisite le somme percepite sulla base delle sentenze effettivamente eseguite. Una modifica rilevante al testo iniziale che ha rischiato di far naufragare tutto l'impianto dell'ipotesi di legge. Per fortuna è prevalso in tutti i componenti la Commissione Lavoro l'alto senso di responsabilità più volte dimostrato. Ne é prova la definitiva approvazione dell'emendamento (che ricalca l'ipotesi iniziale) presentato dall'On. Innocenti e sottoscritto e votato dai Deputati delle varie componenti di maggioranza e opposizione, e cosa importantissima con il parere favorevole del Governo. Disponibilità confermata dal Vice Ministro dell'Economia Prof. Mario Baldassarri, alla nostra O.S., presente ad un Convegno organizzato dall'Or.s.a. - ferrovie il 2 dicembre scorso.
Conseguentemente alla Tabella A, voce del Ministero dell'Economia e delle Finanze, gli importi (in migliaia di euro) sono così determinati:
                  - 2004 : 42.000
                  - 2005 : 41.400
                  - 2006 : 40.700

Alla ripresa dei lavori Parlamentari, subito dopo le festività Natalizie e di Fine Anno, il S.A.PENS. ha già chiesto di mettere immediatamente all'ordine del giorno della prima seduta utile l'approvazione in sede legislativa del testo unificato supportato dal parere favorevole di tutte le Commissioni preposte.
L'augurio di tutti i pensionati, compresi quelli associati a quelle organizzazioni sindacali che continuano ad osteggiare il provvedimento, è di arrivare finalmente al traguardo di questa lunga e travagliata problematica.

Giuseppe Torrente


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