Stavamo lavorando al nostro giornale quando è arrivata la notizia. Non si può parlare, in questo caso, di un fulmine a ciel sereno. È stato un tremendo pugno nello stomaco e una fulminata per il cervello.Velocissimo film di immagini e sensazioni, arroventati soliloqui e frasi mozze fra colleghi. Dolore amaro e dolente per i nostri soldati 12, Carabinieri e quattro militari, per tutte le 28 vittime. Vittime non accidentali di qualche pazzo dinamitardo, ma di un preciso piano generale e dettagliato di menti criminali che trovano sempre disponibili suicidi per le loro megalomani idee di potere mascherate dietro molteplici stendardi. Noi piangiamo con tutti i familiari la perdita dei Carabinieri e dei soldati a Nassiriya che erano là per aiutare dei poveri sventurati a risalire la china scavata dalla guerra e di una dittatura inumana. I nostri soldati erano andati per mostrare chi sono gli Italiani, e cosa intendiamo noi per civiltà. Li hanno colpiti a tradimento mentre stavano operando bene in una zona dove la gente ha avuto modo di apprezzarci; a questo punto il Padreterno nella sua infinità bontà spero accolga, fra le sue braccia i nostri fratelli caduti, e mi perdoni se oso pensare che a Nassiriya si sia trattato di una grave ingiustizia.

Pier Luigi Villa

 


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