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I
300 anni della Venezia del nord
Uno
straordinario personaggio, alto più di 2 metri, dalla non comune forza
fisica, assetato di conoscenza e di spazio, figlio di Alessio Romanov,
venne incoronato a Mosca nel 1696, ereditando un paese tanto immenso
quanto arretrato. Il suo nome era Pietro I. L'esigenza fondamentale per
l'Impero Russo era di incrementare i rapporti commerciali con l'Occidente.
Il giovane zar stupì tutta l'aristocrazia e la sonnolenta capitale con
iniziative nuove e inattese, riuscendo in pochi anni a portare la Russia
dalle tenebre dell'ignoranza al teatro della gloria mondiale. Per ottenere
ciò, cambiò radicalmente gli aspetti del costume, modernizzò
l'esercito, adeguò il calendario giuliano a quello europeo, attualizzò
l'alfabeto russo. Primo fra tutti i sovrani Russi, Pietro si avventurò,
in incognito, in Europa. Non c'è dubbio che l'atto più eccezionale del
suo regno fu la fondazione di San Pietroburgo, idea talmente ardita da
poter essere pensata soltanto da un uomo contraddittorio e geniale come
Pietro I detto il Grande: la costruzione di una città in un luogo
inusuale ed ostile, diventata il simbolo del suo impero e della rottura
col passato.
Posizione di
grande importanza strategica sia in chiave economica sia sotto il profilo
militare. Proprio per tale posizione le rive del fiume furono spesso
teatro di guerre, causate dalle manie espansionistiche della Svezia.
Attraverso i vari scontri, si arrivò all'inizio del '700 alla
"Guerra del Nord". Le incursioni svedesi continuavano: per
questo egli decise di costruire una nuova fortezza sull'Isola delle Lepri
(Vasilevskij), più vicina alla foce del fiume. La posizione della piccola
isola sembrava ideale, perché protetta da ogni lato del fiume e,
contemporaneamente, aperta in modo tale da consentire l'uso
dell'artiglieria in ogni direzione.
Dapprima il modello fu Amsterdam, visitata dallo zar nel 1697/98, ove
imparò l'arte della carpenteria e, ammirando le realizzazioni
urbanistiche, immaginò una piccola, ordinata città facilmente
controllabile, ma a poco a poco la sua visione si fece più grandiosa e
ambiziosa: San Pietroburgo sarà fortezza, porto, cantiere navale, insomma
un modello per la Russia. I lavori iniziarono il 16 maggio 1703:
quest'anno festeggia i 300 anni dalla fondazione, un evento emblematico
che simboleggia l'apertura del Paese verso l'Europa. Egli voleva
assicurare alla Russia un avamposto sul Mar Baltico, che fosse un centro
di carattere europeo. Venne costruita tra enormi difficoltà e con grandi
perdite di vite umane, anche a causa del clima malsano della zona
paludosa, vi lavorarono i migliori architetti russi e stranieri, fra cui
molti italiani (Trezzini e Rastrelli tra tutti), rendendola bellissima e
unica, una città aperta a tutte le influenze europee, una finestra
sull'Europa, ossia quell'apertura verso l'occidente che è stato il sogno
secolare della Russia e che Pietro realizzò scacciando gli svedesi da
quella terra.
Sorge sul delta del fiume Neva, su quarantadue isole, in un intrico di
sessantacinque fiumi e canali, le isole sono collegate tra di loro da ben
cinquecentosessanta ponti, ventuno dei quali levatoi, che si alzano di
notte ad un determinato orario, permettendo il passaggio delle navi
fluviali e marine. Hanno fatto meritare a San Pietroburgo l'appellativo di
Venezia del nord, più che per la fisionomia in comune con Venezia per le
origini con cui essa è sorta per tenace volontà dell'uomo in un ambiente
naturale quanto mai inadatto alla formazione di una città.
Divenne la capitale del paese nel 1712 e rimase fino al 1918, con il nome
di Pietroburgo, città di Pietro. Nel 1914 il nome fu mutato in
Pietrogrado, e nel 1924 in Leningrado. Nel 1991, dopo un referendum, ha
ripreso il nome originario.
Città d'acqua per antonomasia, è una delle più belle città del mondo
oltre che una
delle più ricche da un punto di vista culturale. Risplende di mille
colori pastello in una perfetta unità, è così bella, classica e
raffinata, barocca e fredda, palladiana e grandiosa, così incredibilmente
lussuosa che le emozioni ci attendono ad ogni blocco di granito, ad ogni
ponte sorvegliato da leoni, cavalli o grifoni in bronzo. Sotto la neve o
sotto il sole notturno delle "notti bianche" (quando il sole
scende sulla linea dell'orizzonte) la città di Pietro il Grande è una
delle città più belle, cara agli amanti della cultura russa che si
riflette in maniera particolare sulla città. Crogiolo di architetture con
guglie, cattedrali e cupole, palazzi magnifici che sorprendono per la
ricchezza dei loro decori e la diversità di stili.
"Qui sarà la città, disse, meraviglia del mondo! Qui adunerò ogni
arte, ogni bellezza. Qui la natura stessa sarà vinta dalle arti e dalle
scienze, dalle leggi e dai costumi civili. Disse e dal selvaggio
acquitrino sorse San Pietroburgo" Così il poeta Kostantin Batjuskov
ricostruisce la genesi di una città destinata alla gloria. È stata la
curiosità di vedere e capire l'atmosfera di grande cambiamento e di
apertura, ciò mi ha spinto a visitare gli splendidi tesori, una civiltà
diversa dalla nostra, luoghi entrati nella memoria grazie a Puskin,
Tolstoj, Dovstojeskij, ed altri autori che ci hanno raccontato nel tempo.
Cetty
Patti
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