Mi piacerebbe
tanto che...

Certamente vengono alla mente i tempi che furono, quando se la cavavano con cartoccio di “portugal” o di “portugalli”. Poi sono arrivati altri tempi meno rigidi, qualche giocattolo, cose utili… ricordo mio padre di ritorno dall’acquisto natalizio delle “scarpe belle” che udite udite … aveva pagato 60 lire, due paia… e non si può più andare avanti così! Sono cose su cui ora possiamo sorridere, anche perché come diceva quel filosofo dal nome complicatissimo …il ridere è una delle nostre migliori speranze… Da quei tempi sono trascorsi parecchi chili di calendari e ora sono altri i desideri e gli speriamo che per Natale…
Per le “feste” sogno di ricevere certi regali che mi piacerebbero tanto. Per esempio, che finalmente si riuscisse a costituire quella leggendaria commissione inter sindacale, ministeriale e giuridica ove si possano discutere i vari problemi di tutti i pensionati. Il loro giudizio dovrebbe possibilmente essere giusto e definitivo. Avremmo così l’interlocutore con cui parlare senza dover sempre passare dalla lenta disagevole strada dove si pagano pedaggi ai templari di turno cioè avvocati e burocrazia. È un sogno che inseguiamo da tempo. Altro gradevolissimo dono cui certamente aspiriamo in molti, è quello di aver, qualche volta, la sensazione che le decisioni che vengono prese sui diritti dei pensionati provengano da persone che hanno, almeno in parte capito l’argomento-materia su cui sono chiamati a legiferare. Non è questa l’impressione che si ha, dopo certe delibere. Si potrà obbiettare, a volte ci sono motivi politici o economici che sono condizionati. Ma quello che noi andiamo cercando, inizialmente può sembrare solo il risultato economico, anche se come dice la voce corrente… i soldi non sono tutto, ma aiutano… quello che noi inizialmente cerchiamo, dicevo, è la convinzione di aver avuto giustizia.
Sarebbe una gradevole sensazione, molto rara, un bel regalo per le feste. Ma poi… non si fa un gran parlare del dovere dei giudici di essere obbiettivi, imparziali, e ininfluenzabili?… il tutto naturalmente negli umani limiti. Ricordo anni fa, alla fine di un’importante riunione, alla sala Frentani di Roma, dove mostrammo la forza organizzativa e propositiva del nostro Sindacato, una valida Avvocatessa con la quale, noi, da molto tempo abbiamo rapporti di lavoro ci disse… il mio augurio è che possiate avere sempre giustizia.  Sarebbe un bel regalo… per le feste. Pensate alle ingiustizie che si sono fatte con la legge 87/94 (recupero dell’Indennità Integrativa Speciale non pagata all’atto del pensionamento). Anche se la Corte Costituzionale sentenzia che la legge (87/94) era costituzionalmente corretta… per me, una legge (mi ripeto) che non fa giustizia, non assolve il suo compito. Aggiungo ancora, come sfogo natalizio, il recente fatto del 12% che ci dovevano restituire sull’errato (?) pagamento di quanto dovutoci per la sempre famosa I.I.S.. La Corte dei Conti ha in questi recenti tempi, sentenziato che quel famoso 12% non ci spetta. Quindi, sempre per far giustizia, dei soldi che ci venivano (L.87/94) era stato legiferato che ci avrebbero dato 80% poi sceso, per ragioni di bilancio, al 64% che al dunque, in denaro, diventò il 60%. Chiedevamo almeno che ci pagassero la differenza, ma hanno appunto deliberato che non ci spettano. Sempre come sogno delle … sante feste e nella speranza di una giustizia. Poi ci vengono a raccontare la cosmica balla, opportunamente spalleggiati dai liberi giornali e televisioni, che noi, pensionati delle Ferrovie, siamo dei privilegiati.
A questo punto dovrei cominciare a parlare della Triennalità, non scenderò in particolari tecnici perché su questo stesso giornale “Cicerone” (che non pochi ci invidiano) sono stati già ampiamente trattati. Pensate al lavoro fatto, gli approfondimenti giuridici, l’opera di convincimento delle varie commissioni-lavoro, giustizia, finanze ecc. Poi un certo numero di riunioni di Segreteria Nazionale, con relativi viaggi dal sud e dal nord.
Da tutto questo lavorio ne saltò fuori una nostra bozza di proposta di legge che le Commissioni Parlamentari sposarono e approvarono di sana pianta. Come è andata a finire vi è noto, preceduto dal segnale negativo del Sottosegretario al Tesoro, la proposta di legge non passa e i soldi già stanziati per il finanziamento, salpano per altri lidi. La volta precedente, perché è già due volte che in merito, viene fatta giustizia, si trattò di un malinteso all’atto della votazione.
Come regalo di Natale… mi piacerebbe sapere  ancora per quante volte, visto che siamo dei privilegiati, ci faranno il pacco, lo scippo come vi pare, prima di approdare al risultato positivo, perché noi continueremo a insistere alla ricerca di un po’ di giustizia.
Potrei continuare ancora, ma ci sono le feste e bisogna tentare di essere uomini di buona volontà, anche se qualche volta si ha l’impressione di parlare o rivolgersi a dei sordi o di predicare al deserto. Quello che è inaccettabile, é la vaga sensazione, che a volte mi assale, cioè l’atteggiamento di certi “dotati di potere” i ”fondé de pouvoir” come dicono i francesi, che pare pensino… ma cosa vogliono questi pensionati ecc. Noi, grazie non certo a loro, alla pensione siamo arrivati, alla Ferrovia e al paese abbiamo dato il meglio dei nostri giorni e il nostro diritto si fonda sul blasone del nostro passato di servitori dello Stato. A “loro” chiediamo solo di non trattarci con sospettabile sufficienza, di documentarsi bene quando parlano di noi, e di impegnarsi perché sia applicata giustizia. Mi piacerebbe tanto, come regalo per le feste… anche se per la verità é da un pezzo che ho smesso di credere alla Befana.

 



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