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UNO
STRANO MODO DI LEGIFERARE
Troppe
volte e forse anche ingiustamente i nostri parlamentari sono stati richiamati
ad una maggiore sollecitudine nell’approvazione delle varie proposte di
legge che giacciono per anni nelle Commissioni Permanenti di Camera e
Senato.
Noi
stessi come S.A.PENS., da oltre tre legislature, siamo impegnati a far
approvare quel provvedimento riguardante la vigenza triennale dei contratti
di lavoro che, non appena varata la legge, consentirà sostanziali benefici
economici sulle pensioni.
I
Governi di centro sinistra, tecnici e di centro destra, non hanno a tutt’oggi,
voluto definire concretamente questa annosa problematica.
Mentre
in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, negli ultimi giorni del
mese di luglio, si consumava il blocco della discussione a causa dell’irresponsabile
atteggiamento del Governo sul provvedimento di nostro interesse (vedi
numero precedente del Cicerone), contemporaneamente il Parlamento è stato
chiamato a convertire in legge il Decreto 3 luglio 2003 n° 159, presentato
dal Presidente del Consiglio e dal Ministro della Salute, di concerto
con il Ministro dell’Ambiente, delle Politiche Agricole e dell’Interno
(mancavano soltanto il ministro della Difesa e la Protezio-ne Civile!!!).
In
molti penseranno che vista la drammatica situazione del nostro paese
poteva trattarsi di un provvedimento d’urgenza in materia occupazionale,
fiscale, sociale, di emergenza quale la siccità o gli incendi. Niente
di tutto questo, il decreto convertito rapidamente in Legge dello Stato
riguarda gli aracnidi.
Ah,
le potenze del capo!!!
Soli
venticinque giorni, con tutti i passaggi nelle Commissioni preposte ed
i due rami del Parlamento, per far approvare una legge che, secondo alcuni
titolati organi di informazioni, è stata voluta per rendere docile qualche
buon vicino ed a detta dell’Onorevole Meduri, le motivazioni d’urgenza
sono state dettate dalla aracnofobia del Presidente del Consiglio.
Venticinque
giorni, che rappresentano un vero record nella storia del nostro Parlamento,
per legiferare in tema di commercio e detenzione di ragni, scorpioni,
tarantole e vedove nere.
Una
catastrofe per l’Italia ed un lasso di tempo tanto breve che lo stesso
Presidente di turno nella seduta della Camera del 28 luglio scorso ha
riferito che “alzarsi presto la mattina per questo provvedimento non
ne valeva la pena, immaginavo che oggi fosse una seduta dell’Assemblea
di grande importanza e mi sono scoperto a trattare di aracnidi altamente
pericolosi”.
Come
Sindacato rappresentativo dei pensionati non possiamo che rimanere perplessi
sul continuo uso della decretazione d’urgenza che troppo spesso investe
il Parlamento e che, dobbiamo inoltre constatare, riguarda molto spesso
provvedimenti ad personam.
Lo
ripeteremo fino all’esasperazione, da troppo tempo siamo in attesa di
vedere trasformare in Legge dello Stato la problematica riguardante i
pensionati ex ferrovieri e continueremo ad auspicare un alto senso di
responsabilità da parte dei preposti.
Ci
domandiamo perché un passaggio fulmineo nei due rami del Parlamento per
gli aracnidi ed una storia senza fine per tutti gli altri provvedimenti
che hanno carattere sociale?
Bisogna
forse essere ripudiati da qualche alta carica dello stato per essere presi
in debita considerazione?
L’uomo
ragno è avvisato.
Giuseppe
Torrente
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